Tre anni dopo aver esordito con l’interessante “
The Path” (2016), il musicista francese Yves-Gaël Jacak,
alias Saenïnvey, continua il suo percorso elettronico dedito all’esplorazione degli elementi “magici”, non percepibili dai sensi comuni, presenti nella natura e nella realtà che ci circonda.
Il nuovo Ep “Right After The Forest” riduce la durata (23 minuti) ma carica di tensione le atmosfere. La magia arcana presente in ogni luogo, magnificamente descritta in questo
video del
precedente Lp, viene riassunta in brani più brevi ma ricchi di percussioni e synth, che ricordano a tratti gli
Swans acustici, in un connubio tra naturalismo e suoni post-industriali molto originale. Mondi
lovecraftiani tra elettronica e chitarre, introdotti dal breve
intro con rumori di fiumi in foreste inospitali “22 Steps”, precedono i respiri affannosi sommersi da flussi elettronici di “Charm”, stavolta in un percorso lineare cha aspira a essere
concept.
Se la natura di Saenïnvey è altra rispetto all’uomo, quindi sostanzialmente ostile, lo sguardo dell’autore diventa benevolo nella breve “What We Are”, eterea e leggiadra in perfetto stile
eniano di “Music For Film”. “Behind Their Voices” è la
summa dell’album, con tastiere alla
Vangelis e percussioni insistite e rabbiose. Quali siano le “loro voci” è facile intuirlo per chi conosce la poetica di Saenïnvey, le voci delle entità che si celano in un mondo dove il visibile è solo una piccola parte della realtà. La corda pizzicata ossessiva di “The Broken Watch” dona connotati persino macabri, a cui si aggiungono successivamente rapidi accordi di chitarra e percussioni che rimandano al mondo dark.