Ambizioso esordio discografico per l’attore americano Caleb Landry Jones, giunto alla definitiva popolarità con il film di Jim Jarmush “
The Dead Don’t Die”, nonché già noto per aver recitato in “Get Out" e "X-Men: First Class".
Eccentrico e disturbante nella sua magniloquenza, “The Mother Stone” è uno di quei dischi che in un'altra epoca avrebbe fatto gridare al genio, in ragione di una esuberanza creativa che pesca sia nell’immaginario di
Frank Zappa che dei
Beatles, con un gusto estremo alla
Van Dyke Parks e un amore per il taglia e cuci stile
Todd Rundgren.
Caotico, romanticamente kitsch, giocondo e sinistro, il
meltin' pot di oltre un’ora, suddiviso in quindici brani, è però privo di una direzione precisa, volutamente tortuoso, tra spunti interessanti e cadute di tono di egual valenza.
Ci sono buone ragioni per apprezzare questo estenuante progetto discografico: si può evocare la stravaganza
glam alla
David Bowie/
T Rex, la funambolica poetica di
Syd Barrett, perfino
Alexander Skip Spence. Ma nonostante una produzione curatissima e una progettazione degli elementi orchestrali abbastanza interessante, “The Mother Stone” alla fine si riduce a capriccio di una star annoiata di una notorietà carpita grazie anche al sapiente lavoro altrui.
Caleb Landry Jones ha urgenza di mostrare il suo talento, ma tra trovate pop/cabaret alla maniera della prima
Electric Light Orchestra o dei
Brian Jonestown Massacre diluite in estenuanti mini
suite (“Flag Day/The Mother Stone”,“You’re So Wonderfull”, ”Licking The Days”) e brani tanto brevi quanto inutili (“The Great I Am”, “No Where’s Where Nothing’s Died”), la sensazione prevalente è quella di trovarsi di fronte a un monolite inespugnabile e leggermente pedante.
A volte spuntano alcune idee capaci di reggersi in piedi da sole: la psichedelica ballata alla
Pink Floyd “For The Longest Time”, la più moderata teatralità di “I Dig Your Dog” e l’ottimo garage-rock di “All I Am In You/The Big Worm”, segnali di una schizofrenia creativa che rischia di essere apprezzata solo a livello concettuale.
“The Mother Stone” è un disco destinato a incuriosire e a una frettolosa archiviazione alla pagina: ci abbiamo provato.