Londra ovest, fine anni Ottanta; Robert Charles Roper è un giovane musicista di origini caraibiche che bazzica nella scena underground, è un collezionista sfegatato e ha fondato una propria etichetta discografica - Top Secret Recording, abbreviata in TSR - sotto la quale rilascia misconosciuti acetati destinati alle radio locali - Gold In The Shade e Cruize alcuni dei moniker impiegati. Nel 1991, TSR dà alle stampe l'unico album in catalogo, composto interamente da Robert con l'aiuto del proprio fratello Duval alla voce: "Garden Of Life", edito sotto l'insegna Special Touch.
Nell'ambiente di riferimento, lo stile viene denominato
Uk-street soul: basi hip-hop, tastiere reggae e melodismo soul, fusi assieme in un
melange al contempo ruvido e caldo, malinconico ma ricco di speranza, ballabile ma con grazia. Siamo negli anni dei
Soul II Soul, di Omar, Mica Paris, Des'ree e Caron Wheeler, un fermento di artisti intenti a decodificare a proprio modo una particolare identità
Black & British. Molto caratteristica a tal proposito la voce dello stesso Duval il quale, al contrario della più roboante controparte americana, s'insidia con timbro sottile e pacato tra i solchi delle canzoni - uno stile canoro proveniente dai ranghi di
outfit come Imagination e Loose Ends e riscontrabile, in futuro, in artisti come Tunde Baiyewu (
vocalist dei Ligthouse Family, quelli di "
High") e Simon Webbe (dalla celebre
boyband Blue).
Tutto questo contribuisce a fare di "Garden Of Life" un balsamo per l'anima; nove canzoni che scorrono placide e sinuose come un solitario pomeriggio domenicale d'autunno, intinte nel grigio retrogusto urbano della capitale inglese. Le basi si snodano tra schegge di
breakbeat, felpati bassi
dub, ariose linee di tastiera e l'impiego di picchiettanti ostinati di piano elettrico, riscontrabili tanto nei nomi appartenenti al calderone
Uk-street soul quanto all'acid-jazz di Incognito, Brand New Heavies, Young Disciples e quel sempre ficcante "
Foxbase Alpha" dei
Saint Etienne.
Sorniona e zompettante "Searching For Your Love", con Duval che si confessa senza remore, quasi emollienti le tastiere che si gonfiano a ritmo su "Share A Little", bellissimi gli sparuti ricami digitali che accompagnano il misterioso andazzo
bass di "That Special Touch (625 Mix)". Caratteristica anche la
title track, tutta effetti Roland e un gracchiante
programming in sottofondo. Per il finale di "Tonight", è bello lasciarsi trasportare dall'immaginazione, a osservare fuori dal finestrino le luci lunghe dei lampioni e il riverbero giallognolo sull'asfalto bagnato.
Non è comunque un caso che "Garden Of Life" sia rimasto un disco di estrema nicchia, con rare copie originali scambiate a cifre astronomiche tra gli appassionati - un destino dovuto solo in parte alla mancanza di agganci discografici. Un'atmosfera serena e parsimoniosa ne pervade i solchi, mentre le liriche, irrorate di un'innata positività gospel, suonano come inni all'amore e alla fiducia nella vita e nel genere umano - tutti sentimenti notoriamente capaci di mandare il popolo inglese nel pallone più totale. Così, negli anni dei
rave e delle pasticche, dell'acid-house, della techno, del
trip-hop e dell'ambient di
Autechre e
FSOL, il progetto Special Touch si perse in un istante, esattamente come accade ai sentimenti positivi di fronte al nervosismo della loro controparte emotiva.
Questa ristampa, curata da Heels & Souls tramite i master originali sotto autorizzazione dello stesso Robert, riporta dunque in luce un artefatto tanto misconosciuto quanto unico nel suo genere, un lavoro che offre una chiave di lettura inedita e stimolante anche nel ricco e complesso panorama musicale britannico di quei primi anni Novanta. Doveroso porgergli un ascolto.