The Voidz - Like All Before You

2024 (Cult)
art-rock, post-punk

Cos’è successo a Julian Casablancas? L’età comincia pesantemente a farsi sentire? E poi perché cominciare un disco con un'overture che sembra uscita da un film di Brian De Palma, che peraltro fa il pari anche con una copertina molto Aor, e proseguire con una ballatina sbilenca, giustamente ubriaca, visto che ci racconta di un uomo triste al bar mentre riflette sul suo passato da star, fino a piazzarci una linea di basso post-punk in anticipo sull’ennesimo refrain stile Strokes?
Queste e altre domande schizzano sul pelo dell’acqua come sassi impazziti durante l’ascolto di “Like All Before You”, album sulla carta potenzialmente ultra-interessante perché composto dal musicista statunitense come antidoto alla nostalgia dei tempi andati, quando tutto era possibile e le casse di vodka rimbalzavano da un tour all’altro mentre la moda era letteralmente ai suoi piedi.

Se però con "Square Wave” tutto sembra assopirsi nel melanconico a buon mercato o nell’usato garantito, a voi la scelta, le cose vanno meglio con “Prophecy Of The Dragon”, canzone a metà tra metal anni 80 e dream-pop, con tanto di assolo squarciante a mezza via decisamente azzeccato.
Insomma, la prima parte del nuovo disco della band costola del musicista newyorkese alterna tutto e di più. Umori contrastanti che si intersecano ma che mettono anche in chiaro una confusione lampante, che emerge nuovamente nell’indecifrabile “Horses”, traccia che avrebbe anche una sua ragion d’essere melodica, se non fosse per la voce eccessivamente manipolata di Casablancas, mentre canta di cavalli impazziti, rimpianti e punizioni. Il fondo del bicchiere è poi accarezzato nella stralunatissima “Spectral Analysis”, nuova pseudo-ballata, stavolta al carillon.

Seems about time, give the humans what they want
Some music for them to blow their brains out to
Let's go out somewhere, Florida Keys
Somewhere quiet for you and me

Nelle canzoni di “Like All Before You”, Casablancas e i suoi Voidz sembrano inseguire un nuovo sogno, da cogliere però solo dopo aver annientato i mostri di un'epoca ormai estinta ma che evidentemente brucia ancora dentro. E in queste montagne russe, si rischia a tratti di impazzire, soprattutto perché i momenti brutti e quelli belli si susseguono senza tregua, confondendo a più riprese l’ascoltatore o perlomeno chi cerca un'ancora da lanciare in mare. “Flexorcist”, ad esempio, sarebbe una potenziale hit estiva da consumare (e dimenticare) in fretta, pescata forse da qualche juke-box abbandonato. Mentre, al contrario, “Perseverance – 1C2S” è delizia pura, grazie al suo incedere spettrale che si tinge di bianco con una chitarra solista e una tastiera moroderiana che illuminano tutt'intorno.
Il caos spicciolo e la mediocrità da band di neofiti post-post punk tornano infine a galla in “All The Same”, quasi a volerci dire "prendere o lasciare sempre e comunque" dopo aver premuto il tasto play.
La verità, quantomeno il sano approccio verso questo nuovo disco dei Voidz, sta forse nel mezzo. E questo è quanto.

Tracklist

  1. Overture
  2. Square Wave
  3. Prophecy of the Dragon
  4. Horses
  5. Spectral Analysis
  6. Flexorcist
  7. Perseverance-1C2S
  8. All the Same
  9. When Will the Time of These Bastards End
  10. Walk Off (Outro)

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