E’ stato un bel colpaccio quello messo a segno dai produttori della serie televisiva anime giapponese “Lazarus”. Per la colonna sonora dei tredici episodi della prima stagione sono riusciti a coinvolgere tre eccellenze nei generi musicali di rispettiva appartenenza: Floating Points, Kamasi Washington e Bonobo. Ognuno di loro ha realizzato un album a proprio nome, inserendovi il materiale composto, e in tutti e tre i casi ci troviamo al cospetto di opere fra le migliori delle rispettive discografie. Se il lavoro svolto da Kamasi Washington è davvero scintillante, colui che si allontana maggiormente dalla comfort zone è Floating Points, dedicatosi a questa mezz'ora abbondante di musica nel periodo immediatamente successivo all’apprezzato “Cascade”.
Delle sei tracce registrate dal compositore di Manchester, tre sono state realizzate in collaborazione con Valentina Magaletti alla batteria, con l’arpista austriaca (ma di stanza a Londra) Miriam Adefris e con il producer giapponese Zongamin. Approfittando delle eterogenee caratteristiche di ognuno dei protagonisti, Floating Points dirige la propria ricerca musicale verso molteplici direzioni, raggiungendo spesso risultati rimarchevoli, come nel caso dell’arrembaggio kraut messo a punto nella traccia d’aperura, "Mirror Pursuit", una cavalcata così serrata da rendere provvidenziale lo squarcio ambient che si materializza nella successiva “Total Eclipse”, nobilitata proprio dagli interventi dell’arpa della Adefris.
L’avvolgente “Wires” è arricchita da morbidi tocchi di synth studiati per ricreare un’atmosfera molto anni Settanta, con tanto di chiusura dal vago sapore mediorientale. Il ritmo torna prepotente protagonista nella successiva “Ajar”, con sugli scudi il drumming incontenibile della Magaletti, intenta a esplorare una forma di jazz iper-espanso, così come nei beat che costituiscono l’architettura di “Dexion”, 9 minuti che rispolverano il coloratissimo Floating Points da dancefloor.