Deadletter - Existance is Bliss

2026 (SO)
post-punk

“L’esistenza è beatitudine”, dichiarano i Deadletter nel titolo del loro secondo album. Ma più che celebrarla, il disco racconta lo sforzo eroico per raggiungerla: un braccio di ferro continuo contro l’ostilità del mondo, vero fulcro dell’opera.
È nel post-punk, territorio naturale della band, che questa tensione trova la sua forma: suoni cupi, ritmiche serrate e opprimenti, sospinte da un basso supercompresso. La voce profonda di Zac Lawrence declama più che cantare, trasformando ogni brano in una piccola resa dei conti emotiva.
Con queste premesse si presenta il secondo album dei Deadletter, un atteso sophomore che conferma quanto già si intuiva dall’esordio "Hysterical Strength" del 2024: la band dello Yorkshire, ora trasferitasi nel sud di Londra, non sembra interessata a cercare nuovi sviluppi del suono post-punk, quanto piuttosto a riproporne la forza abrasiva e le caratteristiche sonore più riconoscibili.

In controtendenza rispetto alla cosiddetta “crank wave” (Squid, IDLES, Shame, Dry Cleaning), la scena del sud di Londra che ruota attorno al Windmill di Brixton, i Deadletter si rivelano tra i più integralisti, i meno disposti a snaturare i dogmi dell’ortodossia post-punk, nonostante la presenza del sax, che potrebbe aprire prospettive differenti. 

The hostility that you preserve
Is caged up like a songless bird

Il concept che tiene insieme "Existence Is Bliss" prende forma già nel crescendo introspettivo iniziale di “Purity I”, attraversa le angosce persecutorie di “To The Brim”, le soffocanti gabbie di “Songless Bird”, si insinua nel mostro strisciante di “It Comes Creeping” e si manifesta nell’insanabile senso di colpa di “(Back to) The Scene Of Crime”.
L’impronta post-punk è evidente: si avverte nell’andamento oscuro alla Depeche Mode di “It Comes Creeping” e “Cheers!”, nel dark atmosferico dei primi Psychedelic Furs (quelli con il sax) di “Among Us”, così come nel gelido distacco che convive con le sospensioni magnetiche di“Focal Point”.
Per fortuna non mancano spiragli verso sonorità più attuali: “He, Himself, And Him”, con basso e sax sgranati alla Morphine, e la svolazzante leggerezza di “What The World Missed” offrono variazioni interessanti.

È una band che può certamente soddisfare i palati nostalgici, ma che potrebbe far storcere il naso a chi cerca qualcosa di davvero nuovo. Va comunque riconosciuto che "Existence Is Bliss" rappresenta una crescita rispetto al predecessore "Hysterical Strength" e alla nutrita serie di Ep pubblicati finora.
Anche l’uso del sax risulta più convincente, e alcuni brani (“Among Us”, “Focal Point”, “Purity I”) rivelano una forza emotiva tutt’altro che scontata. Certo, se fossero usciti qualche anno fa avrebbero, probabilmente, avuto un impatto diverso.

Tracklist

  1. Purity I
  2. To the Brim
  3. Songless Bird
  4. It Comes Creeping
  5. What the World Missed
  6. Cheers!
  7. Among Us
  8. Focal Point
  9. (Back To) The Scene of the Crime
  10. Frosted Glass
  11. He, Himself, and Him
  12. Meanwhile in a Parallel




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