La Spectrum Spools è una sottoetichetta della Editions Mego, gestita da John Elliott degli Emeralds. Nata con il nuovo anno l'etichetta ha già annunciato una mezza dozzina di album: "House" di Mist è il quarto della serie, un doppio Lp contenuto in un'elegante copertina gatefold (tutte le pubblicazioni della Spectrum Spools sono rigorosamente in vinile e in download, ma - per ora - non in cd).
Non stupisce che i titoli in catalogo siano in sintonia con l'estetica sintetica e visionaria del gruppo di Elliott e
Mark McGuire. Più della prima uscita, la ristampa di una cassetta di Chris Madak,
alias Bee Mask, "Canzoni dal Laboratorio del Silenzio Cosmico", è stata la seconda pubblicazione a colpire nel segno: "A Sort Of Romance" di Matthew Mullane,
alias Fabric, riprende alcune idee sviluppate sul meraviglioso "
Does it Look Like I'm Here?" degli stessi Emeralds. Come quella di condensare le interminabili fughe dei corrieri cosmici in brani di pochi minuti di durata.
Calibrato sulle stesse frequenze ma ancor più ricco di suggestioni è l'ascolto del secondo lavoro dei Mist, il progetto che John Elliott divide con l'amico Sam Goldberg. Il duo ha pubblicato un omonimo Lp d'esordio nel 2009, seguito l'anno dopo da un dodici pollici, "Glowing Net". Lavori già oggi quasi introvabili, persi nel
mare magnum delle microetichette indipendenti del sottobosco americano.
"House" potrebbe essere il disco della consacrazione per i Mist: vuoi perché a pubblicarlo è uno dei marchi più attivi nell'universo della musica sperimentale; vuoi perché gli Emeralds sono nel 2011 un nome da seguire nella mappa delle musiche di confine; vuoi soprattutto perché è dai tempi dei primi capolavori dei Radio Massacre International che non si ascolta un disco di synth-music così avvincente e capace di incantare i neuroni per tutta la sua durata.
"House" si apre sulle esplosioni melodiche incandescenti di "Twin Lanes"; poi prosegue con imponenti progressioni robotiche sferzate da gelidi venti cosmici ("I Can Still Hear Your Voice"); ubriacanti colpi di sole ("Mist House"); e meravigliose aurore boreali ("Daydream"); prima di chiudersi sulle increspature di "P.M.", colonna sonora ideale per le ambientazioni dei romanzi di Dick. Il tutto servito solo con Moog, Prophet, Korg e altri sintetizzatori analogici. Sessanta minuti di musica stellare.