E' un momento molto favorevole per il death-rock più viscerale, grazie alle numerose band che stanno emergendo oltreoceano (Lost Tribe, Anasazi e molti altri) e, ultimamente, anche nel Vecchio continente (gli ottimi esordi degli spagnoli Belgrado e dei fiorentini Dystopian Society).
Ecco, dunque, arrivare il momento del debutto su full-length anche per gli Horror Vacui: "In Darkness You Will Feel Alright" è coprodotto dall'etichetta della band, la "Legion Of The Dead" (che aveva già dato alle stampe il primo 7'' del gruppo) e dalla Avant, label proveniente - come lo stesso gruppo - dalla città delle due torri; solitamente attiva in territorio underground/ do-it-yourself, non disdegna occasionali exploit nel "lato oscuro" della sfera musicale.
L'esordio degli Horror Vacui è un disco potente e compatto ma, al tempo stesso, non è privo di sfumature. A livello sonoro sfoggia influenze duplici: tra i solchi del disco affiora il gothic-rock britannico di Sisters Of Mercy ed epigoni, ma emerge anche l'influsso del death-rock statunitense di scuola Christian Death. Le due "anime" del gruppo vengono infuse in un sound molto immediato e arricchite dal background punk dei musicisti, che conferisce un "tiro" notevole ai pezzi dell'album.
Anche a livello tematico troviamo la combinazione di una narrazione oscura - dalle tematiche saldamente ancorate a un immaginario goth - con testi di denuncia sociale, ereditati dai progetti di provenienza ("I Like It When A Soldier Dies", "Arabian Springs").
Nessuna traccia di cedimento lungo i trenta minuti di "In Darkness...", un'opera dove l'Orrore - quello con la "O" maiuscola - entra di prepotenza nelle sonorità dei gothic-rocker bolognesi; brani come "Black Rivers" o "Corvus Corax" potrebbero musicare un film di Mario Bava, ma anche la cinica scaletta di un telegiornale contemporaneo.
Degna di segnalazione, infine, la produzione del disco, che riesce nell'intento di enfatizzare i tratti più cupi, dipingendo di nero il rock gotico di questi dark-punk, creature notturne perfettamente a loro agio nell'oscurità.