Bracken - Exist Resist

2014 (Further North)
ambient, dub, electronic, post-rock
Dopo quasi dieci anni dal loro ultimo capitolo discografico, gli Hood restano un punto focale dell’evoluzione del post-rock: tra frammenti folk-ambient, dream-pop, electronic loop, e trip-hop, Chris e Richard Adams hanno messo in musica il disagio della realtà metropolitana con un linguaggio moderno e universale.
Richard ha mantenuto costante il suo percorso di ricerca sonora, sia con il suo progetto The Declining Winter che con la sua collaborazione all’entusiasmante chamber-folk dei Memory Drawings. Sorprende invece il ritorno dopo sette anni di Chris e dei suoi Bracken: prima una one-man-band, ora un vero e proprio gruppo.

Pubblicato in una prima tiratura di 100 cassette e ora pronto al suggello in vinile, “Exist Resist” riespone quella magica mistura di astrazione e dissonanza armonica che aveva segnato l’epitaffio di "Outside Closer" come il più doloroso abbandono di una band inglese, e lo fa accentuando il lato oscuro dell’elettronica e combinando dub e hip-hop, senza mai perder di vista l’eleganza e l’atmosfera di una musica costantemente in bilico tra sonorità ambient e scampoli di distorsioni e rumori.

Quaranta minuti che suonano come un mantra: ma qui non è la ripetitività l’origine dell’ipnosi emotiva, perché le nove tracce trattengono l’ascoltatore con soluzioni e stili dissonanti e non necessariamente consequenziali. “Ravenser Odd” e “Awake Into Falling Light” hanno tutte le credenziali della miglior musica ambient post-Brian Eno, ma sono costantemente graffiate da incursioni noise che ne alterano la composizione organica; in converso l’urgenza del ritmo di “We Put The Pop In Unpopular” ha le connotazioni inusuali di un pop elettronico sgraziato e difforme che si mette in lista per diventare un future classic.

Il nuovo progetto dei Bracken si impone come una delle sorprese di questo 2014, un album che rischia di entrare nella vostra playlist di fine anno con la dondolante e maligna cantilena di “Colour And Calm”, il dub cosmico di “Presence (In Close Focus)”, l’elettro-euro-disco di “No Sense Of Place” e le variegate mutazioni di synth e ritmi elettronici di “This Same Picture Again”.
Se in voi persiste però ancora il dubbio sulla ritrovata vena creativa di Chris Adams, non avete che da tuffarvi nei sette minuti e ventiquattro secondi di ”Grace Abstract Dying Sun”, un brano che assomiglia a un compendio tra sample di ciò che fu, intrusioni nel presente e proiezioni nel futuro (come definire altrimenti il mantra vocale il cui linguaggio sembra appartenere  a un popolo ancora sconosciuto?).

Quello che comunque affascina di “Exist Resist” è la percezione continua di aver tralasciato qualcosa durante l’ascolto, una indefinibile sensazione di smarrimento che fa sorgere anche in me il dubbio di aver dimenticato qualcosa. Ma piuttosto che provare a riscrivere il tutto, vi lascio con questo amletico dilemma e vi invito a cercare la risposta: potrebbe entusiasmarvi.

Tracklist

  1. Presence (In Close Focus)
  2. Colour And Calm
  3. Tamer As Prey
  4. We Put The Pop In Unpopular
  5. Awake Into Falling Light
  6. No Sense Of Place
  7. Grace Abstract Dying Sun
  8. Ravenser Odd
  9. This Same Picture Again