Sin dagli esordi, gli
XX si sono ritagliati il proprio spazio vitale a un ipotetico crocevia fra gli
Everything But The Girl (la voce di Romy Madley Croft ha un registro davvero prossimo a quello di
Tracey Thorn), la sensualità dei primi
Portishead (come quelle contenute in "
Dummy" le loro canzoni sono perfette
bedroom songs) e i tramonti di Café del Mar, per quei
beat che ricordano l'elegante lounge music in voga sulle spiagge baleariche più frequentate.
Poi Jamie Smith due estati fa ha azzeccato il disco della vita: il clamoroso bingo messo a segno con "
In Colour" ha mutato lo scenario di riferimento, trasformando gli XX da
cult band per malinconici amanti della musica elettronica in fenomeno fra i più attesi del 2017.
Le conferme (e sono gran belle conferme) arrivano puntuali: il contributo di Jamie si dimostra decisivo nel processo di arricchimento del
sound degli XX, a partire dalla decisa infusione ritmica evidente già dai fiati campionati e dai rigogliosi arrangiamenti studiati per l'iniziale "Dangerous", repentina inversione di tendenza rispetto al sommesso minimalismo della "Angels" che apriva "
Coexist".
Ritmi che rimangono
up e coinvolgenti nel primo singolo "On Hold", con tanto di campionamento ripescato da una vecchia
hit di
Hall & Oates, e nella successiva "I Dare You": è questa la principale discontinuità rispetto ai primi due album del trio londinese.
Le altre sette tracce si rivelano più in linea con il passato, rappresentando il meglio che la band ha saputo scrivere in questi ultimi cinque anni, puntando sulle emozionanti nudità di "Performance" e "Test Me", e sui notturni
midtempo che hanno costruito nel tempo la loro fortuna, fra i quali spicca il trittico "Say Something"/ "Lips"/ "A Violent Noise" (al momento la mia preferita), che qualifica e dà spessore all'intero album (poco più avanti "Replica" e "Brave For You" aggiungeranno ulteriori punti al risultato finale).
Confermando il prezioso mix di programmazioni elettroniche, semplici linee di chitarra e studiata alternanza di voci maschile e femminile (accanto a Romy c'è sempre la calda profondità di Oliver Sim), gli XX si rinnovano nella continuità, e attraverso la consueta produzione ricercatissima raggiungono una personalità ancor più definita, senza mai rinnegare se stessi.