VINCE STAPLES - Cry Baby

2026 (Loma vista)
hardcore-rap, hip-hop

Red-lined, gentrified

They gave wrist slaps to them and sentenced mines

Went from bread lines to picket lines to mainline prison time

For the crimes that we commit, but genocide

Don’t mean nan’ to Uncle Sam, guess it’s dignified

da “Go! Go! Gorilla”

 

È solo uno dei violenti attacchi frontali orditi da Vince Staples in “Cry Baby”, sua opera numero sette. Il suo rap non è mai stato così sfrontato, diretto e contundente.

È evidente che il nuovo approccio del rapper di Long Beach sia figlio dei tempi. Non è più il momento di nascondersi dietro citazioni criptiche e giochi meta-testuali, deve essersi detto Vince. Del resto il frignone del titolo, disegnato su una copertina dallo sfondo rosso sangue, altri non è che l’America moderna, sotto le caricaturali spoglie, va da sé, del suo presidente.

 

Alla rinnovata ferocia lirica coincide anche un cambio di approccio stilistico, con un utilizzo massiccio di basi suonate piuttosto che sample: bassi funk (“Go! Go! Gorilla”), chitarre distorte (“The Big Bad Wolf”, “The Running Man”), pianoforte (“Cotton”). Una selezione musicale dunque molto vicina a rock e post punk, strettamente collegata alle esigenze dell’assetto lirico guerrigliero – difatti viene spesso in mente l’approccio ibrido all’UK rap di Slowthai.

Il bersaglio preferito di Staples è senz’altro il presidente Trump, ma nello Studio Ovale non c’è ritornato da solo. E quindi ce n’è per gran parte del popolo americano, descritto come indolente, instabile e immaturo, in un pugno di canzoni che arringano contro i media, la gentrificazione, traumi sociali irrisolti, come quello della schiavitù, e chi più ne ha più ne metta.

 

“Cry Baby” è un disco programmaticamente importante, potente, ma anche bellissimo. È facile scommettere, infatti, che pezzi come “Blackberry Marmalade”, “Only In America” e “TV Guide” saranno considerati presto dei classici contemporanei. Del resto anche i brani più hardcore, come “The Running Man”, o quelli più cupi e striscianti, come “Do You Know The Devil”, rimangono sempre molto orecchiabili e contagiosi.

Insomma, se qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio sul considerare Vince Staples uno dei rapper più importanti della sua generazione, insieme ai vari Tyler, The Creator e Kendrick Lamar, è stato servito con qualche argomento con cui ricredersi.

16/06/2026

Tracklist

  1. 1. Blackberry Marmalade
  2. 2. Go! Go! Gorilla
  3. 3. White Flag
  4. 4. The Running Man
  5. 5. TV Guide
  6. 6. The Big Bad Wolf
  7. 7. Only In America
  8. 8. Do You Know The Devil
  9. 9. Cotton
  10. 10. 7 In The Morning

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