Beatles

La canzone che convinse McCartney che i Beatles erano finiti

All’inizio del 1970 Paul McCartney continuava ad aggrapparsi alla possibilità che i Beatles potessero ancora funzionare come gruppo. Il progetto “Get Back” era nato proprio con l’intenzione di recuperare lo spirito delle origini: quattro musicisti nella stessa stanza, pochi artifici di studio e un ritorno alla dimensione più immediata del suonare insieme. Accadde praticamente il contrario. Le sessioni misero a nudo tensioni ormai difficili da nascondere, discussioni continue e un entusiasmo sempre più intermittente, mentre McCartney si ritrovava spesso nella posizione di chi cercava di tenere insieme ciò che si stava disgregando. La definitiva presa di coscienza per McCartney, però, non arrivò durante uno dei vari scontri con John Lennon o George Harrison. Arrivò ascoltando la versione definitiva di una sua canzone: “The Long And Winding Road”.

La strada del tramonto

Com’è noto, “The Long And Winding Road” è una delle tracce portanti di “Let It Be”. Ma quando l’album uscì, l’8 maggio 1970, i Beatles erano già di fatto arrivati al capolinea. Paul McCartney aveva annunciato pubblicamente la propria separazione dal gruppo poche settimane prima, il 10 aprile, ma il disco consegnava al mondo l’ultimo capitolo discografico della band di Liverpool e, insieme, una delle sue più dolorose elegie. “The Long And Winding Road”, destinata a diventare il ventesimo e ultimo numero uno dei Beatles nella Billboard Hot 100, sembrava quasi scritta come la perfetta colonna sonora dell’addio. In realtà, però, fu solo ascoltando ciò che Phil Spector aveva fatto alla sua canzone che McCartney comprese fino in fondo quanto il gruppo fosse ormai sfuggito al suo controllo.

La storia del brano, infatti, era cominciata due anni prima. McCartney lo aveva composto nel 1968, in un periodo nel quale i rapporti all’interno dei Beatles stavano diventando sempre più complicati. L’ispirazione arrivò nella sua fattoria scozzese, nei pressi di Campbeltown: l’immagine di una strada lunga e tortuosa, immersa nel paesaggio e diretta verso il mare, diventò il punto di partenza per una ballata struggente, costruita sul senso della distanza, dell’attesa e del desiderio di ritrovare una strada verso casa. Un brano concepito da Paul come una sobria composizione per piano e voce, con il gentile supporto di John e Ringo.
Una prima registrazione risale già al periodo del “White Album“, ma “The Long And Winding Road” tornò al centro dell’attenzione proprio durante le travagliate sessioni di “Get Back” del gennaio 1969.
“The Long And Winding Road” venne affrontata in una veste volutamente sobria. Due registrazioni, del 26 e del 31 gennaio, furono successivamente considerate per la pubblicazione. McCartney era al pianoforte e alla voce, John Lennon al basso, George Harrison alla chitarra, Ringo Starr alla batteria e Billy Preston all’organo. Una performance esile e senza troppi orpelli, molto vicina allo spirito originario di “Get Back”.
Il progetto, però, venne accantonato mentre i rapporti tra i quattro continuavano a deteriorarsi. Quando l’anno successivo si decise di recuperare quelle registrazioni per ricavarne un album, John Lennon e George Harrison affidarono il materiale al produttore Phil Spector. Ed è qui che la vicenda di “The Long And Winding Road” si trasformò, per McCartney, in qualcosa di molto più grave di una semplice divergenza estetica.

La versione di Spector

Spector scelse la registrazione del 26 gennaio e la sottopose a una radicale trasformazione. Alla performance essenziale dei Beatles sovrappose un’imponente orchestrazione con 18 violini, quattro viole, tre violoncelli, tre trombe, tre tromboni, due chitarre e un coro femminile di 14 elementi. Era l’esatto contrario di ciò che “Get Back” avrebbe dovuto rappresentare: al posto di una band ripresa quasi dal vivo, una produzione sontuosa, sentimentale e dichiaratamente spettacolare.
McCartney non era stato consultato. Quando ascoltò il risultato, reagì con rabbia chiedendo alla Apple modifiche precise, tra cui la riduzione dell’orchestrazione e l’eliminazione dell’arpa alla fine del brano.
Tentò anche di pressare il manager Allen Klein e gli altri Beatles affinché la canzone fosse pubblicata così com’era stata concepita, ma era ormai troppo tardi: “The Long And Winding Road” e le altre canzoni delle “Get Back Sessions” vennero pubblicate con i nuovi arrangiamenti su “Let It Be”.

Fu quello uno dei momenti in cui McCartney dovette confrontarsi più brutalmente con una realtà che aveva cercato a lungo di contrastare: i Beatles non prendevano più insieme le decisioni sulla propria musica. Il gruppo che per anni aveva costruito i dischi attraverso un delicatissimo equilibrio collettivo era ormai diventato anche un intreccio di manager, produttori, avvocati e alleanze contrapposte.
“The Long And Winding Road” finì così per assumere un significato quasi profetico. Il testo non era stato concepito esplicitamente come un addio ai Beatles, ma la sua atmosfera di solitudine, distanza e desiderio di ricongiungimento sembrava adattarsi perfettamente alla dissoluzione della band. Quella lunga strada che continua a riportare verso una porta irraggiungibile poteva essere letta come la metafora di un rapporto dal quale McCartney non riusciva ancora emotivamente a separarsi.

Paradossi e rivendicazioni

Anche la cronologia contribuì a trasformare la canzone in un epitaffio. Il 10 aprile 1970 McCartney rese pubblica la propria uscita dal gruppo; l’8 maggio arrivò “Let It Be” e pochi giorni dopo “The Long And Winding Road”, con “For You Blue” sul retro, fu pubblicata come singolo negli Stati Uniti. Raggiunse il primo posto della Billboard Hot 100, dove rimase per due settimane, diventando il ventesimo e ultimo numero uno americano dei Beatles. Il paradosso era palese: la canzone meglio rappresentava la fine traumatica dei Fab Four si trasformava nell’ennesimo enorme successo della loro storia.

Per McCartney, però, la questione non si chiuse nel 1970. La versione senza le sovraincisioni orchestrali di Spector rimase per decenni una sorta di rivendicazione artistica. Nel 1996 la registrazione del 26 gennaio apparve in forma più essenziale su “Anthology 3”; nel 2003, con “Let It Be… Naked”, venne invece scelta la take del 31 gennaio, priva dell’orchestrazione di Spector e molto più vicina all’idea originaria del brano.
A distanza di oltre trent’anni, McCartney poteva finalmente ascoltare “The Long And Winding Road” senza quella produzione che aveva vissuto come una prevaricazione.

Ma il significato storico della versione del 1970 rimase indelebile. La canzone era ormai passata alla storia come il documento involontario della fine dei Beatles. Nata come riflessione malinconica sulla distanza e sul desiderio di ritrovare una destinazione, “The Long And Winding Road” finì per raccontare perfettamente anche l’ultimo tratto di strada della storia del gruppo più famoso della popular music. E proprio la trasformazione imposta da Spector rese evidente a McCartney ciò che ormai non poteva più ignorare: la band che aveva cercato disperatamente di tenere insieme ormai non esisteva più.

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05/10/2026