GTR

La superband tra Genesis e Yes: “Potevamo diventare i nuovi Queen”

Alla metà degli anni Ottanta il rock viveva una fase di trasformazione. L’ascesa dell’elettronica e del synth-pop sembrava mettere in discussione il ruolo della chitarra e il primato di formazioni storiche che avevano dominato il decennio precedente. Proprio in quel contesto nacquero i GTR, supergruppo formato da Steve Hackett, ex-Genesis, e Steve Howe degli Yes. L’idea era quella di riunire due dei più autorevoli chitarristi della scena progressive per dimostrare che il rock aveva ancora qualcosa di nuovo da dire. Le aspettative erano altissime, ma il progetto si concluse nel giro di poco più di un anno, lasciando come unica testimonianza un album e un singolo di grande successo.

Ripensando alla nascita della band, Steve Hackett ha ricordato che tutto prese forma grazie al manager di Howe, Brian Lane. “L’idea venne dal manager di Steve Howe, Brian Lane. Io e Steve ci conoscevamo già e Brian pensava che i nostri stili si sarebbero completati a vicenda”. Alla formazione si unirono il cantante Max Bacon, il bassista Phil Spalding, già collaboratore di Mike Oldfield, e il batterista Jonathan Mover, reduce da una breve esperienza con i Marillion. La produzione dell’album venne affidata a Geoff Downes, già protagonista con Buggles, Yes e Asia.
Il primo brano sul quale Hackett e Howe lavorarono insieme sarebbe diventato anche il momento più celebre della loro breve avventura. “Ci facemmo ascoltare alcune idee che avevamo sviluppato separatamente”, ha raccontato Hackett. “Steve aveva l’introduzione strumentale di un brano, io una melodia che poteva adattarsi perfettamente. Così iniziammo a costruire ‘When The Heart Rules The Mind'”.

Pubblicato nel 1986 come singolo di lancio, “When The Heart Rules The Mind” raggiunse il 14° posto della classifica americana, diventando l’unica vera hit dei GTR. Il successo fu favorito anche dal contratto con Arista Records. “Fummo fortunati a firmare per Arista Records. Il proprietario era Clive Davis, un autentico peso massimo dell’industria discografica. Ci aiutò a farci notare negli Stati Uniti, che divennero il mercato in cui lavorammo di più”.
La scelta del primo singolo, però, non fu scontata. Clive Davis avrebbe preferito pubblicare “The Hunter”, ma la band si oppose. “Avevamo anche ‘The Hunter’ e lui voleva pubblicare quello. Ma insistemmo perché uscisse prima ‘When The Heart Rules The Mind'”. La decisione si rivelò corretta: mentre il primo singolo entrò nella Top 20 statunitense, “The Hunter”, uscito successivamente, si fermò appena dentro la Top 100.

L’omonimo album “GTR”, pubblicato nello stesso anno, resta un disco anomalo anche all’interno del panorama progressive. Pur partendo dall’incontro tra due figure simbolo del prog britannico, il risultato finale è più vicino a un raffinato AOR tecnologico che alla tradizione di Genesis e Yes. Le lunghe sessioni di registrazione, durate circa otto mesi, furono caratterizzate da un massiccio impiego delle più avanzate tecnologie dell’epoca: chitarre synth Roland, sistemi MIDI, Fairlight, Synclavier, Emulator, Memory Moog e SynthAxe si affiancavano alle chitarre tradizionali in un tentativo di fondere virtuosismo e innovazione.
Il disco alterna episodi melodici come “The Hunter”, “Here I Wait” e “Jekyll And Hyde” a momenti più esplicitamente strumentali, tra cui “Sketches In The Sun”, elegante vetrina del tocco cristallino di Howe, e “Hackett To Bits”, che mette invece in primo piano il linguaggio chitarristico di Hackett. A chiudere l’album è “Imagining”, il brano che più richiama le atmosfere del progressive classico.

Nonostante le indubbie qualità tecniche, il progetto non riuscì però a trovare una vera identità. Le differenze artistiche tra i due leader, unite ai costi elevatissimi necessari per riprodurre dal vivo un repertorio costruito su una tecnologia così sofisticata, finirono presto per incrinare gli equilibri. Hackett avrebbe voluto ridimensionare la produzione per rendere il gruppo più sostenibile, mentre Howe era orientato a mantenere l’impostazione originaria. La collaborazione si concluse rapidamente e i GTR non registrarono mai un secondo album, limitandosi a un’attività dal vivo prima dello scioglimento.
A distanza di decenni, Hackett guarda a quell’esperienza con un misto di orgoglio e rimpianto. “Avremmo potuto seguire un percorso simile a quello dei Queen. Ma la nostra prima canzone è rimasta anche la migliore e tutta l’avventura è durata troppo poco”.
Rimane così un unico album, affascinante e controverso, nato dall’incontro di due giganti della chitarra che, forse proprio per la forza delle rispettive personalità, non riuscirono mai a convivere abbastanza a lungo da trasformare un’intuizione brillante in una vera storia di successo.

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