Vidna Obmana

Vidna Obmana

Rumore d'ambiente

di Roberto Mandolini

Il belga Dirk Serries, alias Vidna Obmana, è uno dei più eclettici e originali compositori elettronici del Vecchio Continente. Partito da un sound affine a quello della scena industriale europea di metà anni Ottanta, ha poi intrapreso diversi percorsi, che lo hanno portato a sperimentare sull'ambient music e a collaborare con musicisti del calibro di Sam Rosenthal e Steve Roach
Il belga Dirk Serries muove i primi passi della sua carriera di musicista nella scena industriale europea di metà anni 80. La prima di molte collaborazioni artistiche è con il rumorista Philip B. Klinger, meglio conosciuto con il nome PBK. Dopo alcuni anni spesi a farsi un nome negli ambienti eso-industrial europei, vidnaObmana cambia religione e, folgorato dai dischi di Brian Eno, inizia una nuova carriera all'insegna dell'ambient. Ci vorranno quasi vent'anni a Dirk Serries per riaprire quei vecchi cassetti e tirare fuori alcuni brani del suo repertorio industriale. Nei primi anni 90 vidnaObmana conosce Sam Rosenthal (Black Tape For A Blue Girl) e Steve Roach , il musicista più carismatico di tutta la scena elettronica del dopo Brian Eno. Ci sono state molte altre collaborazioni importanti nella carriera del musicista belga (Asmus Tietchens, Djen Ajakan Shean, Jeff Pearce, Alio Die e altri), ma quella con Roach è sicuramente la più fruttuosa.
Alla fine di un lungo percorso che ha visto vidnaObmana confrontarsi in diversi ambiti della musica elettroacustica, potrebbe essere arrivato il momento di un riconoscimento al di fuori della nicchia di appassionati che lo segue da sempre. Sull'ultimo suo album, Legacy, la presenza della chitarra elettrica di un guru del rock come Steven Wilson (Porcupine Tree), lascia intravedere nuovi orizzonti.

Prima fase: dall'oscurità alla luce (1988-1994)

I lavori di questa prima fase della carriera di vidnaObmana (quando ancora si faceva chiamare Vidna Obmana) sono costruiti con l'uso di sintetizzatori analogici e di una workstation digitale: la musica diventa più melanconica e atmosferica.
I quattro lavori usciti originariamente su cassetta (vedi discografia a fianco) e successivamente ristampati su cd dalla Projekt nei due volumi Memories Compiled, sono un inno alla desolazione. "Exhaust Dark Crown", da Monument Of Empty Colours, inizia con un suono circolare lento e cupo che ricorda i dischi ambient di Jon Hassell. "Door Of Secret Rising" è torva e cupa come un'onda di oceano di notte. "Isolation/Refuge" colora con suoni angelici di sintetizzatore un'estasi di bellezza.

Anche nel successivo Gathering In Frozen Beauty è il sottile gioco di luci e ombre che ipnotizza l'ascoltatore. "Before Mutual Grace" rapisce i sensi con una melodia anaerobica degna del miglior Brian Eno e un loop circolare che tiene in ostaggio i neuroni. "Upon Steel Heaven" azzarda un coro celestiale immerso tra brumosi passaggi industriali e "Reflecting Deep Stars" rievoca la space-ambient dell "Apollo" di Eno e Lanois.
In Near The Flogging Landscape sembra che la desolazione dei lavori precedenti abbia lasciato in parte il posto alla meditazione e alla contemplazione ("Between Changing Gloom", "Uncertain flow"). La soave melodia suonata al sintetizzatore di "Cocealed" introduce l'acquarello new age di "In Winter Calm". La liquidità sospesa delle conclusive "In Wired Dreaming" e "Above The Yellow Earth" preannunciano le atmosfere dei capolavori che vidnaObmana registrerà qualche anno più tardi.

Le idee del compositore belga sembrano prendere una forma più definita sul primo Lp, Revealed By Composed Nature, che contiene una delle composizioni più riuscite di tutta la discografia di vidnaObmana, la meravigliosa "Out From The Garden Reminded". Il brano è costruito su un drone incantevole ricamato dall'arpeggio di una chitarra acustica: l'effetto è lo stesso di una madeleine proustiana, tornano in mente i ricordi di una vita. L'ultima cassetta Refined On Gentle Clouds presenta un artista rinato dalle ceneri delle società industriale, e che ha trovato la pace nelle profondità del pensiero. La tecnologia con cui sono state registrate queste tracce rende il suono granuloso e affascinante, come se il Tempo fosse stato in qualche modo imbrigliato in questi pezzi di nastro magnetico ("In Hollow Embraced", "Float Through Nights", "Nearly Constant", "Over Clouds").

Il capolavoro di questa prima fase della vita artistica di vidnaObmana è la Trilogia Ambient. Le sperimentazioni del passato sono ricordi lontani, e vidnaObmana definisce un nuovo modus operandi costruendo le armonie delle sue composizioni a partire dai campionamenti. In Passage In Beauty gli basta un sintetizzatore Korg M1 per raccontare la bellezza che si trova dietro la porta della percezione. La musica è introspettiva, calma e sognante ("Shaped Like Tears", "Bright Fall", "Passage In Beauty"), e va ascoltata in cuffia, a un volume non eccessivamente alto, per essere apprezzata in tutte le sue sfaccettature. Il secondo capitolo della trilogia, Shadowing In Sorrow, segna un'altra tappa per il musicista belga sul cammino della perfezione: i brani cominciano spesso silenziosi e poi crescono in potenza, mentre i loop si sovrappongono in moti circolari. La maggior parte delle composizioni vive della semplicità delle melodie suonate al sintetizzatore, mentre gli strati di armonici risplendono in sottofondo ("One Charming Delight", "Of Great Constancy").
Ending Mirage si apre con "Siren", un mantra che sembra voler omaggiare i Popol Vuh di Florian Fricke. Il secondo brano, "Mellow At Heart", segna un altro capolavoro nella sterminata produzione di vidnaObmana: una struggente melodia cresce lentamente su strati di campionamenti che si sovrappongono in un crescendo commovente. La drammaticità di Klaus Schulze e l'elegante romanticismo di Harold Budd non troveranno mai una sintesi più avvincente di questa. La reprise del brano, con la voce di Yasnaia, lascia senza respiro. Le proprietà acquatiche della lunga "Luxurious Fragments" segnano un punto d'arrivo insuperato dell'isolazionismo post-industriale.

Nel frattempo Dirk Serries prende i primi contatti oltreoceano collaborando "a distanza" con il deus ex machina dei Black Tape For A Blue Girl, Sam Rosenthal. Il risultato di questi scambi è il bellissimo Terrace Of Memories, che contiene cinque drones leggeri e fluttuanti come petali di fiore spazzati dal vento, con la voce di Susan Jenning nei panni della malinconia reincarnata in fanciulla. Completamente diversa la collaborazione con la leggenda dell'undergound industriale Asmus Tietchens, i cui interessi sono da sempre rivolti a indagare il lato più oscuro del suono. Asmus Tietchens/ Vidna Obmana contiene tre versioni di "vot", densi agglomerati di nebbia urbana e suoni di campane, e due tracce in "solo", una per ogni artista. Nel 1999 uscirà un'altra collaborazione tra i due musicisti, Motives For Recycling contenente il seguito della prima collaborazione ("Vot4", "Vot5", "Vot6"), e la rivisitazione del primo capolavoro di Tietchens, "Nachtstücke (1975-1978)". Un'altra collaborazione chiude questa ipotetica prima fase della carriera di vidnaObmana. Si tratta di un lavoro commissionato dall'Acquario dello zoo di Antwerp, in Belgio. Soundtrack For The Aquarium contiene cinque tracce di vidnaObmana per un'opera dal forte potere suggestivo, realizzata insieme ai maestri della musica rituale belga, Hybryds. Nel 2001 l'opera verrà ristampata dalla Hypnos, senza il contributo degi Hybryds, ma con anche le tracce uscite originariamente su Still Fragments e con un intero cd live in più.

Seconda fase: la musica rituale (1995-1998)

Grazie al successo della trilogia ambient (i tre cd sono andati fuori stampa in poco tempo), vidnaObmana riesce a sbarcare in America. Si accorgono subito del talento di Serries i musicisti californiani che stanno riscrivendo il dizionario della musica elettronica: Michael Stearns, Steve Roach e Robert Rich. Le strutture aeriformi degli ultimi capolavori del belga vengono gradualmente lasciate da parte e il ritmo diventa un aspetto essenziale delle nuove composizioni. Il minimalismo ricercato nelle prime opere lascia presto il posto a strutture sempre più complesse, vicine, appunto, alle derive rituali della musica di Roach e Stearns.

Il primo passo verso il nuovo mondo è un'opera transitoria, Echoing Delight, in cui le percussioni di Djen Ajakan Shean non riescono ancora a dialogare al meglio con i tappeti elettronici di vidnaObmana. Sono gli abissi disegnati dai sintetizzatori a segnare i momenti migliori del cd ("Winter Movement"). Nel 2001 la Projekt ristamperà in un doppio cd dal titolo "Subterranean Collective" questo lavoro insieme a "Parallel Flaming" e "The Spiritual Bonding".

Sulle note di copertina del successivo Still Fragments, Vidna Obmana racconta il suo nuovo interesse per la musica suonata dal vivo. Il disco raccoglie due estratti da altrettanti concerti tenuti durante l'estrate del 1993. Nel primo, il percussionista Djen Ajakan Shean accompagna Serries nella rilettura di alcuni temi presenti su Echoing Delight e Parallel Flaming, e il risultato è superiore a quanto proposto in studio. Nella seconda parte, il solo Vidna Obmana, suona un concerto commissionato dallo Zoo di Antwerp, "nel rispetto della vita nei mari". Su Parallel Flaming continua la collaborazione in studio con il percussionista Djen Ajakan Shean. I suoni acustici si moltiplicano (udu, shakers, maracas, chimes, rainmaker, didgeridoo, flute, etc), mentre l'elettronica fluttua profonda e avvolgente intorno ai ritmi delle percussioni : la musica è diventata tribale.

Vera e propria parata di stelle sul primo lavoro degno di nota del nuovo corso, The Spiritual Bonding: da Steve Roach ("Earth Dangling", "The Spiritual Bonding") a Robert Rich ("The Interior Journey", "From The Stepping Stone"), da Alio Die ("The Nebulous Pathway") a Djen Ajakan Shean ("Spatial Prophecy"). La musica trae forza dall'incontro di elementi opposti: workstation digitali e percussioni ancestrali; freddi, cupi e nuvolosi paesaggi urbani contrapposti a vaste distese desertiche senz'acqua. Steve Roach apre le porte del suo studio nel deserto dell'Arizona e mostra a vidnaObmana le profondità dello spazio e del tempo: la musica del belga non sarà più la stessa. A dimostrazione di questa tesi giunge il mini cd The Transcending Quest, contenente 20 minuti di musica stellare: vidnaObmana è ormai entrato chiaramente nell'olimpo degli dei. Questo brano è stato incluso nel cd "Amplexus" della Projekt, uscito sempre nel 1995.

Lo stato di grazia del musicista belga è dimostrato dalla prima collaborazione con Steve Roach, Well Of Souls: un lavoro monumentale, diviso su due cd pieni di musica magnetica e avvincente. Le composizioni sono prive di struttura, come da manuale trance: non importa l'inizio o la fine, ma il mezzo per arrivare alle porte della percezione. Il mistico Roach e il melanconico Serries trovano argomenti in comune per dipingere il mistero che circonda la vita. Percussioni e workstation lavorano insieme per creare un tessuto sonoro suadente ("In The Presence Of Something"), tribale ("In The Realm Of Twilight", "The Gathering") e cosmico ("Deep Hours"). Con il successivo The River Of Appearance, vidnaObmana fa un passo "indietro", scrivendo un altro capitolo fondamentale della storia dell'ambient music. La formula irradiata dall'eleganza delle collaborazioni tra Harold Budd e Brian Eno trova una cristallizzazione in questo album. L'elemento percussivo è ridotto al minimo ("Ephemeral Vision"), e gli scenari più suggestivi ("The Angelic Appearance", "A Scenic Fall") sono dovuti alla magia delle stratificazioni dei suoni dei sintetizzatori. Oltre non si può andare: bisogna cambiare rotta. Twilight Of Perception è una raccolta di brani apparsi su diverse compilation ("Twilight Earth", "Arcana Coelestia", "Objekt5", "Ambient Nation, vol.2", "Of Sound Mind") e un paio di inediti.

La seconda collaborazione con Steve Roach, Cavern Of Sirens, si apre con il canto profondo del monaco tibetano Pema Lama, che fa bella mostra di sé nella lunga "Ascension For Protection". Gli infiniti abissi dell'elettronica e la psichedelica delle strutture percussive fanno sprofondare l'ascoltatore in una dimensione parallela ("Hidden Earth And The Shadows Dance", "The Current Below"). Le chitarre elettriche di Roger King aiutano a dipingere gli scenari tribali nella lunga "Middle World Passage".

La strada è ormai segnata e anche il successivo lavoro in solo, Crossing The Trail, indugia sui sentieri della tribal-ambient, costruendo scintillanti incastri con tappeti di sintetizzatori e percussioni liquide. Gli episodi migliori sono quello con Steve Roach ("Trail Dwelling") e quello con il chitarrista Jeff Pearce ("The Splendid Place"): quest'ultima collaborazione segna un ritorno agli splendori della Trilogia Ambient, e allo stesso tempo l'inizio della fase sperimentale della carriera di vidnaObmana. Poco aggiunge ai lavori appenna descritti la terza, mastodontica collaborazione con Steve Roach, Ascension Of Shadows: l'opera è divisa in tre dischi stampati in edizione limitata (oggi esaurita). Ogni cd contiene un'unica lunga composizione, in tutto tre lunghi drones che dilatano la percezione dello spazio-tempo. Più affascinante l'ascolto del Live Archive, che contiene materiale assemblato in studio da Steve Roach con registrazioni del tour che vidnaObmana e lo stesso Roach hanno tenuto negli Stati Uniti e in Europa durante il 1997.

Terza fase: la sperimentazione (1999-2003)

Dall'olimpo della musica ambient, vidnaObmana scende in terra per ampliare le sue conoscenze.
In un paio d'anni il musicista belga si trova a suonare con musicisti molto diversi tra loro, e per di più in ambiti non solo elettronici. La prima di questa serie di collaborazioni è con gli italiani Capriolo Trifoglio e Diego Borotti nell'album uscito su Hypnos Landscapes In Obscurity: l'elettronica si fa fredda e glaciale mentre il sassofono e il flauto degli italiani tratteggiano lande desolate. Più sperimentale The Shape Of Solitude, collaborazione con il chitarrista Serge Devadder, che spinge la musica di vidnaObmana su sentieri finora inesplorati. Le atmosfere profonde costruite al sintetizzatore fanno da contenitore alle chitarre di Devadder, ora presenti solo con pennellate fantasma ("When A Dead Tree Sings"), ora nebbiose e pungenti ("The Plain Truth"), ora completamente trasformate in qualcos'altro ("Leaving This Place Again"). Più descrittiva la chitarra di Jeff Pearce, nuovo collaboratore di vidnaObmana nell'imperdibile True Stories. I due musicisti sembrano seguire le stesse linee guida, sia che vaghino per lo spazio infinito ("Wander"), sia che si lascino andare in oceani di desolazione ("Horizon Of Thought"). I dodici temi del disco non superano mai gli otto minuti di durata, il che rende l'ascolto di True Stories consigliato a chi dovesse avvicinarsi per la prima volta a questo tipo di musica. L'album è aperto da una bellissima traccia presa dalle sessioni registrate con Serge Devadder ("Opening theme"). Non poteva mancare una collaborazione tra Serries e Stefano Musso.

In Echo Passage i suoni della natura di Alio Die si sposano alla perfezione con le ambientazioni immaginarie di cui vidnaObmana è diventato il cerimoniere assoluto. Ennesimo cambio di partner per il disco successivo, Spirits, in cui i suoni esotici delle percussioni del belga Jan Marmenout si spingono oltre gli scenari tribali delle collaborazioni con Steve Roach. Le atmosfere richiamano alla mente riti ancestrali ("Ceremonial", "The Sacred Balance"). Le percussioni spesso sono lasciate sole a dialogare con l'elettronica quasi in punta di piedi ("Travelling Moon").

Tra i più ambiziosi progetti di vidnaObmana va poi annoverato sicuramente Variations For Organ, Keyboards and Processor. Willem Tanke ha composto l'opera per organo "Tao of Physics" inspirandosi a un libro scritto nel 1975 da Fritjof Capra, che aveva lo scopo di sottolineare alcune similitudini tra le scoperte della fisica quantistica e le tradizioni mistiche orientali. Tanke ha poi dato a vidnaObmana le registrazioni dell'opera per la post-produzione. Serries ha fatto molto di più, stravolgendo i concetti di "pulizia del suono" e "ambiente sonoro": alcuni rumori sono stati dilatati e amplificati, altri sono entrati a far parte della pasta sonora, così da rendere i suoni dell'organo armonici con l'ambiente di registrazione.

Il fascino per la musica d'avanguardia non ha fatto scordare a vidnaObmana la bellezza dei suoni melanconici e atmosferici. Solo l'ultima parte di Opera For Four Fusion Works-Act One: Echoes Of Steel (il primo di quattro "atti") indugia su atmosfere cupe e desolanti, il resto del lavoro, al contrario, è ravvivato dai suoni gentili delle chitarre acustiche ed elettriche del duo di Portland Dreams In Exile. Anche sul secondo capitolo Opera For Four Fusion Works-Act Two: Phrasing The Air, vidnaObmana sembra voler indugiare su temi bucolici oramai lontani dalla sua musica. Ascoltando "I" e "II" tornano alla mente i capolavori della prima fase della carriera del musicsta belga, Revelead By Composed Nature e Ending Mirage. Il sassofono di Bill Fox spesso ricorda le profondità di Stuart Dempster (Deep Listening band).

Stupefacente è il risultato della collaborazione che Serries ha intrapreso con il contrabbassista belga Joris de Backer: Principle Of Silence-Live è un album che contiene le registrazioni in real-time (senza sovra incisioni) del concerto tenuto presso la Capella di Teobaldo di Brecht, in Belgio, il 21 dicembre del 2002. Mai la sperimentazione di vidnaObmana si era spinta così dentro il territorio musicale, e il risultato è stupefacente: le nervose linee di contrabbasso suonate da Backer vengono enfatizzate dalle atmosfere create da Serries, che segue le contorte armonie con una chitarra elettrica e diverse fujara.

Quarta fase: ritorno all'oscurità (2000-2004)

La ricerca di vidnaObmana non si è fermata un attimo, e con molta probabilità continuerà anche in futuro. Ma nei primi anni del nuovo millennio l'attenzione del musicista si è fermata su alcuni timbri particolari: gli ultrasuoni di un flauto, i soffi sinistri di una vujara, le note distorte di un e-bow, le asciutte profondità di un contrabbasso. Questi e altri i suoni intorno ai quali l'artsta belga si è concentrato per produrre una serie di album densi e magmatici, che lo hanno portato a lambire i confini della psichedelia rock.

Il nuovo corso è segnato da un album transitorio, The Surreal Sanctuary, dove già si percepisce un'elettronica tesa e cupa come non lo era da anni: le sperimentazioni degli ultimi lavori hanno spinto la musica di vidnaObmana a confrontarsi con le tensioni terrene. Serries suona chitarra elettrica e basso, e i paradisi celestiali di qualche disco fa sembrano essere distanti anni luce. Discorso messo a fuoco nel successivo The Contemporary Nocturne che è il "lato B" dell'album precedente: lo anima la stessa atmosfera elettrica, notturna e incerta. Strati di armonici si condensano sotto overtones di flauto processato e trasformato in una fanfara per il regno dei morti. Sono i suoni della fujara e dell'e-bow a trasformare l'elettronica di vidnaObmana in un mantra infernale. Jim Cole, Joris de Backer e Steve Roach contribuiscono all'impresa.

Il salto negli inferi avviene con il primo capitolo della trilogia inspirata all'Inferno dantesco, Tremor, che segue gli sviluppi degli ultimi due lavori su Hypnos. Questa volta vidnaObmana è in solitario, ma le atmosfere sono ancora una volta costruite sui suoni di diverse fujara, gli overtones di flauti, gli armonici di un e-bow, e su ricostruzioni e mutazioni di visioni avute in passato. L'atmosfera tesa, straziata da una chitarra elettrica, dell'introduttiva "Moedra" si immerge senza soluzione di continuità nella danza tribale di "Flesh Reaper". Il viaggio continua per 70 minuti, giù fino agli abissi della solitudine ("The Bleak Inferno"). Anche la quarta collaborazione in studio con Steve Roach, InnerZone, risente degli sviluppi oscuri della musica di vidnaObmana: le fonti sonore sono molte, ma sfasate, campionate e tritate come vengono presentate è difficile persino riconoscerle. Gli abissi profondi dell'elettronica di Roach fanno pensare ai racconti di Poe e l'atmosfera rimane profondamente tribale, anche se il significato che sta dietro queste danze è tutt'altro che rassicurante. La seconda parte della trilogia dantesca, Spore, si apre con una distorsione elettrica allucinante ("Through The Collective Pain"), qualcosa che non sfigurerebbe neanche su un disco dei Nine Inch Nails. Fiumi di chitarre elettriche inondano il paesaggio desolante descritto in "The Humanity Underneath". C'è Marc Verhaeghen dei Klinik alla tromba nella lunghissima conclusiva "Resonant Gore". Il cerchio si sta per chiudere: vidnaObmana sta riscoprendo il suo passato, riavvicinandosi all'estetica industrial.

Il ritorno all'oscurità non poteva essere celebrato in modo più sontuoso di una collaborazione con una vera leggenda della sperimentazione industriale, Arcane Device (David Lee Myers). Tracers contiene otto tracce che si susseguono senza soluzione di continuità, sovrapponendo gli elementi atmosferici di vidnaObmana (dall'etereo all'infernale) ai densi strati metallici di suono e feedback di Myers. E' incredibile come siano bastate poche ore a vidnaObmana e Steve Roach per registrare, praticamente dal vivo, in una stanza d'hotel a Philadelphia, la loro sesta collaborazione, Spirit Dome. Un unico brano di oltre 70 minuti che unisce le spaventose profondità degli abissi di Steve Roach ai suoni oscuri (fujara, overtones flute, e-bow) oramai caratteristici degli ultimi lavori di vidnaObmana. L'atmosfera gotica e urbana che si respira in Spirit Dome è il canto del cigno della società post-industriale (sia Serries che Roach vivono da anni molto distanti da un centro urbano).

Il cerchio si è chiuso: vidnaObmana ha finalmente deciso di pubblicare parte dei suoi primi lavori industrial in una compilation, Anthology 1984-2004 . Sono stati gli ultimi dischi inspirati all'Inferno dantesco a fargli cambiare idea: Tremor e Spore sono album rumoristi, dove le dinamiche sonore non si giocano tutte sul filo dell'isolazionismo e dell'ambient, ma al contrario sono spesso le potenti distorsioni elettriche a costituire il tessuto ritmico dei brani. Solo cinque gemme sono uscite dai cassetti: terre di passaggio tra detriti post-industriali ("Darkness Overpowers It All", "Only Fear Will Survive"), mondi isolazionisti ("Second Praise For Last Hope"), rumorismi tout-court ("Ecstasy") ed estatiche visioni d'altri mondi ("Arterial").

L'ultima parte della trilogia inspirata all'inferno dantesco, Legacy, può essere vista come il primo capitolo di una nuova fase, più elettrica. Non più elettronica tout-court, ma un crossover che non disdegna di "sporcarsi" con il rock. "Legacy" trasuda carnalità da più parti: dalla cavernosa voce di Steve Von Till nell'introduttiva "Canto"- mentre recita i versi del XXVII canto dell'Inferno dantesco - all'ossessivo ritmo di batteria di "Blooshift"; dalle chitarre trattate e riciclate di Paul Van Der Berg al lungo bellissimo assolo di Steven Wilson sulla conclusiva "Legacy". La terza parte della trilogia inspirata all'Inferno dantesco è la più corposa delle tre, un altro capolavoro nella foltissima discografia di vidnaObmana.

Vidna Obmana

Rumore d'ambiente

di Roberto Mandolini

Il belga Dirk Serries, alias Vidna Obmana, è uno dei più eclettici e originali compositori elettronici del Vecchio Continente. Partito da un sound affine a quello della scena industriale europea di metà anni Ottanta, ha poi intrapreso diversi percorsi, che lo hanno portato a sperimentare sull'ambient music e a collaborare con musicisti del calibro di Sam Rosenthal e Steve Roach ..
Vidna Obmana
Discografia
 Monument Of Empty Colours (with PBK) (cass) (The Decade Collection, 1988)

 

 Gathering In Frozen Beauty (cass) (The Decade Collection, 1989)

 

 Near The Flogging Landscape (cass) (VioletGlassOracle Tapes, 1990)

 

 Revelead By Composed Nature (Lp) (The Decade Collection, 1990)

 

 Refined On Gentle Clouds (cass) (Direction Music, 1991)

 

 Passage In Beauty (The Decade Collection, 1991)

 

 Shadowing In Sorrow (The Decade Collection, 1992)

 

 Terrace Of Memories (with Sam Rosenthal) (Projekt, 1992)

 

 Ending Mirage (ND, 1992)

 

 Untitled Collaboration (with Asmus Tietchens) (Syrenia, 1992)

 

 Music For Exhibiting Water/ Soundtrack Fot the Aquarium (split project with Hybryds)(Antwerp Contents ZOO, 1993)

 

 Echoing Delight (Extreme, 1993)

 

 Memories Compiled 1 (Projekt, 1994)

 

Revelead By Composed Nature (Hic Sunt Leones, 1994)

 

 Still Fragments (with Djen Ajakan Shean) (ND, 1994)

 

 Parallel Flaming (with Djen Ajakan Shean) (Multimood, 1994)

 

 The Spiritual Bonding (Extreme, 1994)

 

The Trilogy (Projekt, 1995)

 

The Transcending Quest (Amplexus, 1995)

 

Well Of Souls (with Steve Roach) (Projekt, 1995)

 

The River Of Appearance (Projekt, 1996)

 

 Twilight Of Perception (Projekt, 1997)

 

Cavern Of Sirens (with Steve Roach) (Projekt, 1997)

 

 Crossing The Trail (Projekt, 1998)

 

 Ascension Of Shadows (with Steve Roach) (Projekt, 1998)

 

 Landscapes In Obscurity (with Capriolo Trifoglio e Diego Borotti) (Hypnos, 1999)

 

 Motives For Recycling (with Asmus Tietchens) (Soleilmoon, 1999)

 

 The Shape Of Solitude (with Serge Devadder) (Multimood, 1999)

 

True Stories (with Jeff Pearce) (Mirage, 1999)

 

 Memories Compiled 2 (Projekt, 1999)

 

 Echo Passage (with Alio Die) (Musica Maxima Magnetica, 1999)

 

 Spirits (with Jan Marmenout) (Highgate, 1999)

 

 Variations For Organ, Keyboards and Processor (with Willem Tanke) (Multimood, 1999)

 

 The Surreal Sanctuary (Hypnos, 2000)

 

 Live Archive (with Steve Roach) (Groove, 2000)

 

 Circles & Artifacts (with Martine Verhoeven) (Contemporary Harmonic, 2000)

 

 The Contemporary Nocturne (Hypnos, 2001)

 

 Subterranean Collective (Projekt, 2001)

 

 Soundtrack For The Aquarium (Hypnos, 2001)

 

 Tremor (Release, 2001)

 

 The Shifts Recyclings (with Asmus Tietchens) (Soleilmoon, 2002)

 

 InnerZone (with Steve Roach) (Projekt, 2002)

 

 Opera For Four Fusion Works-Act One: Echoes Of Steel (with Dreams In Exile) (Hypnos, 2002)

 

 Isolation Trip/Path Of Distortion (7") (Klanggalerie, 2002)

 

Principle Of Silence-live (Private, 2003)

 

 Spore (Relapse, 2003)

 

Tracers (with David Lee Myers) (Klanggalerie, 2003)

 

 Spirit Dome (with Steve Roach) (Projekt, 2004)

 

 Opera For Four Fusion Works-Act Two: Phrasing The Air (with Bill Fox) (Hypnos, 2004)

 

 Anthology 1984-2004 (Ikon, 2004)

 

Legacy (Relapse, 2004)

 

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