20/06/2005

Beck + The Raveonettes

Caivano Rock Fest, Caivano (Na)


di Ciro Frattini
Beck + The Raveonettes

Da Los Angeles a Caivano. Questo lo slogan di maggior impatto e diffusione che ha accompagnato la prima discesa nel sud Italia di Mr. Beck Hansen. L’evento è coinciso con la data di apertura del Caivano Rock Fest, che, giunto alla nona edizione (che prevede in cartellone anche Francesco De Gregori il 28 giugno e i Planet Funk il 14 luglio) si sta ritagliando sempre più il suo spazio nella consuetudine degli appuntamenti estivi più interessanti. La cornice è un centro sportivo, il Delphina, né troppo dispersivo né troppo limitante, dal buon impatto estetico-ambientale. Antipasto alla performance del funambolo americano sono i danesi The Raveonettes, duo in stile White Stripes (Sune Rose Wagner alla chitarra e la bionda e algida Sharin Foo al basso), onesto, anche se incapace di elevarsi rispetto alla massa di proposte del genere. La dimensione live proposta (otto pezzi per mezz’ora) è ideale per la band che, in formazione "maggiorata" (in cinque sul palco), scalda il pubblico con una prestazione tirata, un muro di suono non indifferente e una buona presenza scenica. Ma, onestà per onestà, il tutto svanirà e i ricordi della serata verranno a concentrarsi altrove.

L’attesa per Beck dura circa tre quarti d’ora: poi sul palco (zeppo di strumenti, come c’era da aspettarsi) fa la sua comparsa la band (con colori privilegiati il bianco, il verde e il rosso) e uno scatenato ballerino (che, piazzato sulla sinistra, sarà presenza fissa dello show). Il sottofondo è inatteso: ad aprire le danze è una pulsante base electro. Poi, Beck. Giacca bianca, pantalone azzurro, maglia a righe bianche e azzurre e cappello. Prende il microfono e attacca: il battito elettronico diventa "Clap Hands", bonus track dell’ultimo "Guero". E comincia lo show. Già, perché è questo che ci si aspetta da Beck e lui sa farlo benissimo.
Beck è uno dei musicisti di maggior genio e influenza degli anni Novanta, ma non è solo quello: l’effetto ottico e ritmico dello spettacolo non è minore di quello musicale. Balla, trascina, finirà in una jam disco-funk di 15-20 minuti con il pubblico sul palco (!). Passa dalla chitarra elettrica alla acustica, da una pulsantiera (proprio in apertura) a un banjo (su cui si basa un siparietto tra Hansen e un chitarrista che duellano in virtuosismi; duello vinto, ovviamente, dal primo che inizia a suonare con i denti: il suono in realtà è registrato), passando per un bidone di plastica.

Ma procediamo con maggior rigore. All’incedere di "Clap Hands" subentra il basso marcato e pulsante di "Black Tambourine": chi vi scrive, giusto qualche mese fa, si era detto deluso da "Guero" e nella recensione del disco aveva parlato come di riempitivo per il suddetto brano. Bene, sul palco è stata tutt’altra cosa, uno dei momenti più esaltanti del concerto. "Black Tambourine" è diventata una jam ad altissimo groove e tensione, con Hansen intento a piazzare violente schitarrate. Sono stati proprio i pezzi di "Guero" (messi per lo più in apertura) a rivelarsi per quello che sono: il disco, che resta a detta di chi vi scrive l’unico mezzo passo falso di Hansen (a sentirlo nello stereo), live rende tre (tanto per dire un numero) volte tanto. "Girl" diventa un inno, "Rental Car" è un detonatore.
L’altro disco da cui Beck pesca a piene mani per lo show è il best-seller "Odelay": se "Devil’s Haircut", per quanto buona, pare venir su un po’ col pilota automatico, una perfetta "Hotwax" mostra a tutti le radici e la classe cristallina del musicista e "Minus" (il brano da concerto per eccellenza) fa saltare il banco (e gli occhiali di chi vi scrive). Meraviglia l’efficacia dei brani più famosi: "Loser" (dopo il primo minuto di sosta, avvenuto dopo dieci pezzi), con un ritornello lasciato al pubblico mentre Hansen si dedica al suddetto bidone di plastica e, ancor di più "Sexx Laws" (in versione electro per tastierina) sono appassionate e coinvolgenti.

Ma il clou arriva pochi minuti dopo: sul palco entra una tavola imbandita cui prende posto la band che cena, mentre Beck imbraccia la acustica e regala quella "Everybody's Got to Learn Sometimes" dei Korgis che aveva re-inciso per "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" di Gondry. L’atmosfera è surreale, l’effetto è paralizzante e commovente. Si continua così per altri tre pezzi, il country di "Cancelled Check", la splendida "The Golden Age" (unico brano da "Sea Change") con accompagnamento di forchette, coltelli, bicchieri, frutta di plastica e tavolo di legno, e di nuovo con "Clap Hands".
Poi il tavolo esce e la band torna agli strumenti tradizionali: la ripartenza è un altro dei momenti migliori, con una "Where It’s At" tirata a lucido e coinvolgente al massimo e con una esplosiva "E-Pro" su cui il pubblico si scatena. Con questa Beck e la sua band chiudono e rientrano dietro le quinte (mentre il pubblico continua a cantare). Acclamati a gran voce, tornano tutti fuori (vestiti, presumibilmente, da astronauti) per i bis e anche per chi (ad esempio io) lamentava il poco spazio concesso alle atmosfere di "Midnite Vultures", parte la festa cui accennavamo prima: "Nicotine & Gravy", "Beercan" e "Mixed Bizness" divengono un irresistibile frullato elettro-funky per il quale viene dato accesso a parte del pubblico sul palco. Sono più di una ventina di persone a dividere la scena con Mr.Hansen (compreso il chitarrista dei Raveonettes e qualche, chiariamolo subito, innocuo infiltrato dedito al salto delle transenne: una idea che è maturata anche al vostro seriosissimo recensore, che poi ha puntato su un più tranquillo tentativo di corruzione di buttafuori, purtroppo miseramente fallito). E lui regala balli, abbracci e anche il microfono. E’ il delirio. Beck è venuto la prima volta nel sud Italia per lasciare un ricordo memorabile e c’è riuscito senza dubbio alcuno: sarà impossibile dimenticarlo.

Setlist

Clap Hands (electro)
Black Tambourine
Girl
Hell Yes
New Pollution
Rental Car
Missing
Devil's Haircut
Hotwax
Minus
Loser
Sexx laws
Danceknock
Earthquake
Everybody's Got to Learn Sometime
Cancelled Check
The Golden Age
Clap Hands (acustica)
Where it's at
E-Pro

Bis:

Nicotine & Gravy
Beercan
Mixed Bizness

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.