26/04/2005

Nick Mason: Incontro Con La Stampa

Ristorante S. Maria, Castiglione delle Stiviere (Mantova)


di Michele Camerin
Nick Mason: incontro con la stampa

A quasi due mesi dall’uscita in italiano della biografia ufficiale dei Pink Floyd, Nick Mason, autore del libro e unico membro della band a essere stato presente dai primordi fino ad oggi , arriva in Italia per presentare la sua opera e incontrare i fan di casa nostra. La permanenza di Mason in Italia sarà di tre giorni e si snoderà fra Castiglione delle Stiviere (una cittadina industriale fra il Lago di Garda e Mantova) e Milano dove sarà ospite della Rizzoli in un doppio show-case presso la libreria Feltrinelli nei giorni del 27 e del 28 aprile.
Fortunatamente e grazie a Onda Rock riesco ad avere l’accredito stampa così da assistere alla conferenza stampa per soli giornalisti che vedrà Nick Mason rispondere per circa trenta minuti alle domande dei presenti riguardo il libro e la vicenda dei Pink Floyd. Arrivo circa due ore prima e, tesissimo, aspetto il momento fatidico in cui potrò incontrare un personaggio che non avrei mai pensato di poter conoscere in tutta la mia vita. Cerco invano di lenire gli effetti della tensione con qualche bicchiere di vino, ma quando finalmente arrivano le 20:00 e devo entrare nella “sala stampa” (ricavata da una sala da pranzo del ristorante che ha ospitato l’evento) sono più teso di una corda di violino. Parlo un po’ con alcune persone presenti che avevo già conosciuto in passato e quando finalmente dalla porta in fondo alla sala entra Nick Mason quasi esplodo in un pianto dall’emozione ; quel baffone che perdeva la bacchetta in “One Of These Days” a Pompei era davanti a me (ovviamente senza baffi e con i capelli non più folti e corvini).

La conferenza stampa inizia subito coadiuvata da una traduttrice visto che Mason, scusandosi subito e spiegando di aver preso qualche lezione in passato ma senza successo, non parla mezza parola di italiano. Le domande fioccano da più parti e ripercorrono in lungo e in largo la composizione del libro e la lunga e travagliata storia dei Pink Floyd.
Si inizia con il perché questo titolo , “Inside Out” , alla biografia della band , domanda ovvia, ma interessante a cui Mason prontamente risponde spiegando che il titolo, idea dello storico grafico Storm Thorgerson, vuole esprimere la visione personale e interna che Mason ha voluto dare al libro, versione che finalmente parte dall’interno e non dalla critica esterna alla band. Si prosegue con domande riguardo alla lunga gestazione dell’opera che è durata circa un decennio; Nick risponde che è difficile mettere assieme differenti visioni della vicenda della band (qui la mente va subito alla notissima diatriba che tuttora divide Roger Waters da David Gilmour) e che è altrettanto difficile raccogliere ricordi , immagini e documenti riguardo una carriera che è durata molti anni e che ha visto tre differenti personaggi alternarsi come leader del gruppo. A riguardo c’è chi fa una domanda un po’ “piccante” al batterista, chiedendo se l’immagine stereotipata che il grande pubblico musicale ha dei Pink Floyd , quella di un gruppo più dedito alla musica e meno ai tipici eccessi del mondo del rock , corrisponda alla realtà, e Mason risponde simpaticamente dicendo che ha dei bambini a casa come gli altri membri del gruppo e che , ovviamente , ha dovuto mediare nel descrivere la vita fuori dal palco dei quattro.

Altri guardano a “Inside Out” come la fine del cerchio, la degna chiusura di una storia che musicalmente sembra essersi conclusa nel 1994 con il trionfante tour per “The Division Bell”; Mason risponde che sicuramente il libro è la chiusura di un cerchio personale, quel cerchio rappresentato dalla sua storia di biografo della band, ma non è necessariamente una chiusura che riguarda gli altri due membri dei Pink Floyd, lasciando ancora una speranza in chi si aspetta un imminente annuncio di ritorno sulle scene dei tre.
I più speranzosi invece incalzano Mason chiedendo la sua opinione riguardo a un ritorno di Roger Waters in formazione , il batterista risponde che con gli anni sembra che il duro Waters si stia lentamente sciogliendo, ma che non sa se questa eventualità potrà presentarsi o meno in futuro, anche questo alimenta una speranza che ha più le caratteristiche di un sogno irrealizzabile. A chi invece chiede quando il batterista si sia reso conto di essere nei Pink Floyd e del successo che si stava materializzando intorno a sé, Mason risponde criticamente che lui si sente nei Pink Floyd solamente quando lavora con loro in studio o dal vivo, quando questo termina lui torna a essere Nick Mason.

Ovviamente non potevano mancare alcune domande riguardo all’indimenticato Syd Barrett: a chi chiede , forse pensando poco riguardo alla domanda , se Barrett abbia contribuito in qualche modo alla scrittura del libro, Mason non può che rispondere di no affermando che Syd vive la sua vita apparentemente tranquilla nella casa di famiglia a Cambridge e non vuole che qualcuno riporti alla sua memoria l’epoca in cui era l’enfant prodige della scena psichedelica inglese. Inevitabilmente l’attenzione ricade anche su quella foto, pubblicata nel libro, che ritrae Syd ingrassato e completamente senza capelli durante la spettrale apparizione alle registrazioni di “Wish You Were Here” nel 1975, e Mason spiega che da parte sua c’era un po’ di titubanza nel riproporre questo documento per il quale era già stato preparato un sostituto, ma che , non avendo avuto alcun veto dagli altri membri della band, si era infine convinto di inserirlo in “Inside Out”. Altre domande a riguardo permettono di esporre a Mason l’eterno debito che lui e gli altri tre Pink Floyd avranno sempre con il perduto “Golden Boy”.
L’attenzione poi si sposta sui progetti futuri della band e Mason non può che confermare che al momento David Gilmour sta ultimando il suo progetto solista e che, per ora , non c’è niente in programma a nome Pink Floyd. Nessun veto, però, a possibili progetti futuri, da parte di Mason, che spiega di non ritenere opportuna la possibilità di incidere un disco a semplice nome “Gilmour, Mason & Wright”, accantonando il marchio storico che li ha visti protagonisti della scena rock mondiale dal 1967.

Chiude il tutto una criptica domanda che chiede se dopo più di trent’anni abbia trovato finalmente il lato oscuro della luna e Mason risponde simpaticamente che stanno ancora cercandolo. Con gli occhi quasi lucidi dall’emozione e la gioia nel cuore, ho giusto il tempo di stringerli la mano e ringraziarlo per la musica e tutte le emozioni che insieme a Roger, Syd, Rick e David è riuscito a regalarmi, per poi uscire e guardarmi la mini conferenza stampa per gli altri appassionati giunti a Castiglione e farmi finalmente autografare il libro. Un’emozione unica.

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