04/03/2011

Oval

La Cittą del Teatro, Cascina (PI)


di Alessandro Biancalana
Oval
Tornato a deliziare i palati più raffinati in materia di elettronica sperimentale, Markus Popp ha ben pensato di organizzare un tour in tutto il mondo per presentare il suo nuovo materiale. Dopo il commovente ritorno con “O”, la curiosità di testare la resa dal vivo di quei piccoli bozzetti era elevata. Il contesto che lo ospita è La città del Teatro, centro culturale immerso nelle campagne pisane di Cascina. All'interno del pregevole festival di musica elettronica Fosfeni, nel cui programma si annoverano nomi come Ben Frost e Filastine, Oval arriva in una fredda serata di marzo con un palco minimale: sopra una scrivania trovano posto il suo laptop, un mixer, alcuni distorsori, oltre alla presenza di visuals decisamente essenziali.

Dopo una timida presentazione della perfomance, Popp inizia a mandare in circolo le sue creazioni pescando a casaccio da “O” con sapienza e passione, mettendo a disposizione del pubblico tutta l'atmosfera intima e personale apprezzata in sede di ascolto discografico. Nonostante le sue variazioni siano pressoché inesistenti, il piacere di ascoltare pezzi come “Ah!” con un impianto stereofonico professionale è davvero sorprendente. La sua prova è un atto di amore verso la musica, una deliziosa condivisione reciproca, una concessione di un'ora e mezzo capace di far splendere gli altoparlanti fino all'inverosimile. I timbri e le melodie risuonano gentili, creando un flusso intervallato da pause di semplice silenzio fra una traccia e l'altra, un po' come succedeva su disco, con la differenza che l'ordine delle tracce era differente. Il fatto che la modifica della sequenza con cui sono eseguite le tracce non abbia inficiato il risultato finale dimostra come queste composizioni abbiano una magica versatilità, completamente slegata da fattori esterni.

Dopo la prima parte di concerto fatta di musica incantata, con passo religioso e impacciato, Markus Popp si allontana con un saluto minimale, acclamato da un pubblico non numeroso ma molto riconoscente. Il ritorno sul palco è l'occasione per colmare alcune lacune nella scaletta. Per ovvi motivi di tempo non tutte le settanta tracce di “O” troveranno spazio all'interno dello spettacolo, tuttavia la mistica suggestione evocata sarà identica e profondamente autentica.

Leggenda e pioniere di tutta la corrente glitch, mentore di una schiera infinita di musicisti a lui debitori, Oval con semplicità e umilità encomiabili impacchetta uno show essenziale, raccolto, discretamente sviluppato e non frettoloso, dimostrando un'onestà intellettuale e un acume tipico di chi ha lasciato un segno indelebile nel suo ambito musicale di riferimento.
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