Ben Frost

By The Throat

2009 (Bedroom Community) | ambient-music, avantgarde

Contaminazione come essenza purissima. Al di là di qualsiasi distinzione di comodo, l'esigenza di catalogare l'ambito musicale di riferimento per un dato artista va sempre più spesso a cozzare contro la diffusione di sonorità assolutamente trasversali e difficilmente riassumibili sotto definizioni linguistiche coerenti. Ciò avviene a maggiore ragione quando capitano fra le mani dischi che fanno della contaminazione, del groviglio intricatissimo, la loro colonna vertebrale: "By The Throat" potrebbe infatti facilmente prestarsi a sterili esercizi lessicali, poiché il suo contenuto travalica di gran lunga le varie definizione di elettronica, drone o dark-ambient.


Ben Frost, australiano trapiantato in Islanda, riduce in un'unica esperienza sonica una varietà infinita di riferimenti e rimandi. "By The Throat" è infatti prima di tutto un'esperienza, un viaggio mistico che oltrepassa le barriere dell'umana coscienza, per vagare tra anime perdute che invocano aiuto. E come nella Divina Commedia vengono passati in rassegna i dannati, gli ignavi e gli iracondi, gli eretici e i sodomiti, "Killshot", tra spasmi spazio-temporali e ombrose accelerazioni, apre le porte dell'Inferno.

Tra gli archi delle Amiina e di Valgeir Sigurðsson che fendono l'aria, gli ululati prima rabbiosi e poi sinistri dei lupi ("The Carpathians") consumano un episodio di puro terrore sonico. Un angosciante mantra che si annulla nell'isolazionismo latente di "O God Protect Me": la vita appesa a un respiratore, il soffio appare flebile fino a scomparire in un beat che si spegne. E in un continuo rimando alla morte, lo spirito tetro e orrorifico di "By The Throat" riemerge con forza in "Híbakúsja", sette minuti di contrazioni ambientali, fra conati trattenuti a stento e Nico Muhly che addolcisce il rude incedere degli spasmi sonori.

Diviso in due parti, il capolavoro "Peter Venkman", posto esattamente a metà dell'album, è il manifesto della creatura forgiata da Ben Frost. Fra ombre opprimenti, evanescenti sezioni d'archi dalle sfumature dark e minacciosi tintinnii, si consuma un gioiello di ipnotismo che si addolcirà solo grazie all'elegiaco clavicembalo sostenuto da leggerissimi tocchi di chitarra della seconda parte di "Peter Venkman". Fra incantevoli dilatazioni dal sapore medievale ("Leo Needs A New Pair Of Shoes") e nuovi terrori sempre in agguato ("Through The Glass Of The Roof"), si perviene al finale, articolato nelle variazioni di "Through The Roof Of Your Mouth" - tra Pan Sonic e Alva Noto - e infine nella lugubre chiusura di "Through The Mouth Of Your Eye".


"By The Throat" è prima di tutto un'esperienza che va al di là del semplice ascolto. È il transito in una foresta tenebrosa, l'immersione in un'angoscia torbida che travalica l'esperire umano. Ben Frost dipinge un cielo carico di nubi dalle tinte funeree. La fine non è mai stata così vicina.

(15/11/2009)



  • Tracklist
  1. Killshot
  2. The Carpathians
  3. O God Protect Me
  4. Híbakúsja
  5. Untitled Transiet
  6. Peter Venkman Pt I
  7. Peter Venkman Pt II
  8. Leo Needs a New Pair of Shoes
  9. Through the Glass of the Roof
  10. Through the Roof of Your Mouth
  11. Through the Mouth of Your Eye
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