La grande rivolta del 1936 è un momento cruciale della nostra storia e non capisco chi scelga di far iniziare la narrazione della resistenza palestinese con la Nakba. È impossibile comprendere ciò che è accaduto durante la Nakba senza capire cosa sia successo nel 1936. Quella fu la prima grande rivolta palestinese. Coinvolse tutta la Palestina e mobilitò l’intera popolazione. Certo, ci furono rivolte anche prima, contro gli Ottomani o gli Inglesi, ma non ebbero la stessa portata
(Annemarie Jacir)
Nel 2024 Ben Frost ha spiazzato tutti con la pubblicazione di “Scope Neglect”, lavoro innovativo che coniugava elettronica e chitarra distorta in una bizzarra versione alternativa del metal che nessuno aveva ancora immaginato. Dopo è stata la volta del live “Under Certain Light And Atmospheric” (2025) e della ristampa celebrativa del suo album d’esordio, il suo capolavoro cosmico, “Steelwound (20th Anniversary Edition)”.
Con “Palestine 36 (Original Score)”, colonna sonora del film della regista palestinese Annemarie Jacir, cambia ancora una volta rotta, registrando il suo album più esplicitamente politico. Stavolta non ci sono più il consueto arsenale elettronico-industriale, né le distorsioni violente, ma un’immersione totale nella musica sinfonica, suonata dalla Qatar Philharmonic Orchestra, con una riuscita commistione tra strumenti dell’orchestra classica e strumenti tradizionali arabi e persiani (oud, tabla, maqam, ney), a testimoniare – ancora una volta – come la convivenza tra culture differenti sia l’unica strada razionale percorribile.
L’idea di musica sinfonica di Ben Frost non cerca temi forti da memorizzare, ma si sviluppa come pura texture che alterna crescendo di tensione a momenti statici, funzionali alla missione del film. Come afferma la regista, “Palestine 36” è un’opera che deve recuperare, come in una seduta psicoanalitica, memorie rimosse. Se gli stolti pensano e ripetono che il conflitto israelo-palestinese sia iniziato il 7 ottobre 2023, e i più informati lo fanno risalire alla Nakba del 1948, Annemarie Jacir riporta le lancette indietro di dodici anni, alla grande rivolta araba del 1936 contro l’autorizzazione del Regno Unito all’immigrazione ebraica: un evento cruciale e rimosso dalla memoria collettiva.
La musica di Ben Frost cerca di diventare strumento per questa psicoanalisi collettiva, con lunghe note di archi che creano una trance ipnotica. Non c’è un tema a conferire un senso romantico o eroico alle vicende, ma solo texture sonore che accentuano la tensione (“May God Forgive You”), talvolta avvolte da inserti elettronici (“Kareem”), altre volte sostenute da archi che immergono nelle immagini del film (“Bread Or Bullets”).
Tutti i profitti saranno destinati alla Palestine Red Crescent Society (Mezza Luna Rossa Palestinese).
02/05/2026