WHITE DENIM - 13

2026 (Bella union)
indie-rock, pop-psych

Irrequieto ma sempre tenace, James Petralli anche questa volta non rinuncia al disordinato mix di psych-pop, funky-rock, soft-soul e southern-rock.

Già dal titolo “13” si evince la volontà di proseguire nella scia del precedente album “12”, ma, numerologia a parte, questa volta la sensazione prevalente è che il musicista si sia divertito nel confondere l’ascoltatore con divagazioni strumentali fantasiose e bizzarre.

 

“Il tredicesimo giorno Dio creò i White Denim”: con queste parole si apre “13”, un inizio scoppiettante dove rock, prog, jazz, blues e funky vengono catapultati in una dimensione alla Captain Beefheart,”(God Created) Lock And Key”, ed è solo il primo segnale di una riuscita fusione di stili che alterna il soft-soul  alla Bobby Caldwell di “Only A Fool” all’eccitante groove calypso/dub di “Keep Calling Me (Baby)”.

Per la band di Los Angeles questo nuovo album è una celebrazione della musica come autentico diletto creativo. Influenze e rimandi non sono peccati veniali, ma congeniali a una musica che crea ponti reali tra la black music e il glam-rock nella briosa “Chew Nails”, insegue spesso la perfetta alchimia pop-black music di Stevie Wonder (“Time Time”, “Crossfire”) e non disdegna incursioni nella più tipica musica americana (“Earth To”).

 

“13” è un disco ricco di positività e leggerezza ma mai superficiale. La formula, pur collaudata, non è mai banale, tra gli ospiti di rilievo fanno bella figura Owen Pallett, Jesse Chandler e i Dawes, e il tutto possiede coerenza e buon gusto.

30/05/2026

Tracklist

  1. 1. (God Created) Lock And Key
  2. 2. Chew Nails
  3. 3. Only A Fool
  4. 4. Time Time
  5. 5. Crossfyre
  6. 6. Keep Calling Me (Baby)
  7. 7. Earth To
  8. 8. That's Rap
  9. 9. Hired Hand #2
  10. 10. Ruby
  11. 11. Matchbook Baby
  12. 12. Quiet Moment
  13. 13. Drive Trucks

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