Per un musicista che si appresta a comporre una colonna sonora, l’impresa più difficile è quella di realizzare un lavoro che si attagli alle scene del film, valorizzandole, ma che al contempo risulti gradevole anche all’ascolto “nudo” e “puro”.
La colonna sonora dell’horror "30 Days Of Night" non sfugge alla legge di quella che può sembrare una banalità trita e ritrita.
Infatti, Brian Reitzell, habitué delle colonne sonore, sarà pure riuscito nell’intento di creare composizioni che si adattino alle esigenze drammatiche del film, ma non è riuscito a conferire autonomia alla sua soundtrack. Dato il tipo di film, era facile aspettarsi delle musiche volte a creare tensione e a giocare coi contrasti (silenzio/rumore; quiete/caos). Logico, quindi, il ricorso, da parte di Reitzell, a un ambient gotico e spettrale, con brani certosinamente scritti e arrangiati. Brani che deludono, però, nell’imporsi come opera a sé, restando imprigionati nel ruolo di semplice elemento decorativo per un’altro tipo di opera.
Nei migliori casi (“Barrowed Burns”, “Daybreak”) ci si trova di fronte a brani che potrebbero essere b-sides dei Nine Inch Nails, quelli degli ultimi due-tre dischi, per giunta!
Resta solo una domanda: ma con tutta la crisi di vendite che l’industria discografica sta attraversando, che senso ha pubblicare dischi come questo?
14/04/2008