Dopo lo scioglimento dei Can a fine anni 70 Jaki Liebezeit non ha smesso di sperimentare con i ritmi, continuando a registrare e pubblicare la sua musica con musicisti di diversa estrazione e provenienza. Già nel 1980 era pronta una nuova formazione che riuniva, oltre allo stesso Liebezeit, Rosko Gee (Traffic, Can), Dominik von Senger (Damo Suzuki Band, Dunkelziffer), Olek Gelba e Helmut Zerlett (e.g. Dunkelziffer, Unknown Cases). Per il primo omonimo album c'era anche un ospite di lusso: Holger Czukay, già membro degli stessi Can.
Il suono della Phantom Band risente inevitabilmente degli ultimi tre dischi dei Can e si impone come uno dei più originali del tempo, mescolando rock psichedelico, proto-disco, fusion, r'n'b funkadelico e reggae. Qualcosa di simile alla no-wave multicolore dei Material e dei cugini Golden Palominos.
L'omonimo "Phanotom Band" è il primo di tre album pubblicati nell'arco di un lustro. Il disco si apre sulle note soul-funk di "You Inspired Me", una sorta di omaggio all'ultimo Sly Stone, e prosegue tra reggae suonati con attitudine fusion ("I'm The One") e inevitabili tributi alla stagione d'oro del kraut-rock ( "Without Desire").
La Bureau B ristampa l'album senza aggiungere inediti o brani dal vivo. L'originale venne pubblicato dalla Sky nel 1980.
(17/05/2010)


