Matmos

The Civil War

2003 (Matador) | elettro-folk, glitch

I Matmos hanno sempre avuto un debole per i concept-album ; dalla collaborazione in RGB, il progetto di Ian Mackinnon per donare musica ai colori, al più recente "A Chanche To Cut Is A Chance To Cure", techno minimale e ritmi drill'n bass assemblati esclusivamente con suoni captati in un ospedale. Ad oggi i Matmos si ripresentano con un nuovo concept, non indirizzandosi verso punti spaziali o metafisici, ma verso una precisa coordinata storica, che più o meno dovrebbe corrispondere a quell'arco di tempo che unisce la guerra civile inglese, idealmente l'inizio della democrazia anglosassone e di quel nuovo sentimento nazionale impersonato da Cromwell, alla guerra civile americana di metà '800. Duecento anni di barocchi sferragliamenti di spade e di immagini sudiste riassunte attraverso le atmosfere che i Matmos hanno saputo ricostruire in queste nove tracce. Atmosfere per dire il vero molto meno "electro" e molto più calde del solito, tanto da risultare appena riconoscibili; le linee guida stavolta (un po' come per un altro loro splendido lavoro, "The West") sono tracciate da chitarre (sia elettriche che acustiche), piano, cornamuse, ghironde, tamburi, violini, banjo e bassi.

Dietro a queste fanfare carnevalesche, i beat si avvolgono e si modellano con armonica irruenza, beats riconoscibilmente di scuola Matmos, rubati alla natura e quindi teoricamente neanche elettronici, ma riprocessati, trattati e scanditi fino a diventare puri sgretolamenti IDM. Momenti memorabili di questa amalgama in "Reconstruction", nella soffice "For The Roses (Return)" e nelle aperture oceaniche di "The Struggle Against Unreality Begins". Clamorosamente nella tracklist appare anche un terroristico remix di "The Stars And Stripes Forever", la marcia di Sousa, uno dei simboli più gelosamente custoditi dagli Stati Uniti, e allo stesso tempo simbolo dell'occhio matmossiano, che con malcelata critica addita l’anima politico-culturale americana, inquadrandone in un’unica immagine gli estremi: l’etica bushana (nella fattispecie, la melodia dell’inno di Sousa) e la deflagranza dell’opposizione (le spirali ritmiche che ne deturpano la struttura). "The Civil War" ha le fattezze di un disco destinato a diventare vero e proprio culto, col tempo.

Per ora non possiamo far altro che osservare quell’intraprendenza che contribuirà fortemente a confermare i Matmos come uno dei nomi di punta dell' intellighenzia sonora; e a questo punto non soltanto elettronica.

(29/10/2006)

  • Tracklist

1 Regicide
2 Zock. (Zealous Order of Candied Knights)
3 Reconstruction
4 Ytte
5 For The Trees
6 The Stars and Stripes Forever
7 Pelt and Holler
8 The Struggle Against Unreality Begins
9 For the Trees (Return)

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