Un disco breve ma ricco di emozioni che vanno dritte al cuore,
questo "A Heart & Two Stars": "un cuore e due stelle". Il cuore pulsante di
questo progetto è probabilmente Luke Sutherland, a molti noto per essere stato
il cantante schivo e romantico dei mai dimenticati Long Fin Killie; al suo
fianco, ad accompagnare la sua voce profonda e conturbante voce, le due stelle:
Stefan Schneider, dei To Rococo
Rot, e Volker Bertelmann dei Trontaeger.
Il suono dei Music
a.m. è un piccolo spaccato di cielo al crepuscolo: suoni intimi e leggeri si
fondono nella vibrante voce di Luke. Suoni lenti e vellutati, electronics
discrete, un basso felpato, una notturna slide guitar e su tutte la sua
splendida voce, che si contorce e si spiega in tutta la sua bellezza esortando
"Please come home!". "Blackflash". Questo è il brano con il quale si entra nel
piccolo macrocosmo Music a.m. E' un senso di intimità e calore quello che
pervade tutta l'opera, i beat elettronici vengono ammansiti e quasi
accompagnati dall'adamantina e mai invasiva chitarra di Luke (Big wheel, Route
66), resi quasi umani.
"Supercharger" sorprende, con lo xilofono in
evidenza a richiamare le pagine migliori dei Tortoise. Ed ecco che giunge a
rapirci "Air Miami" con il suo sound dolcissimo ebbro di
glitch-erie, impreziosito da un sussurrante Luke che snocciola nomi di
città degli States (non lo direste mai!), con coda finale d'archi ascendente a
inebriare lo spirito.
Come non provare un brivido ascoltando nitido il canto
di Luke in "Dynamite", sulle liquide note d'un Rohdes sognante?. "Mascara",
ultimo brano dell'album, è un velato riferimento a un altro grande gruppo
teutonico dei nostri giorni, i Kreidler, con il synth che rievoca la splendida
"Reflections" di "Weekend".
In definitiva, un disco che rifugge il sole e
che chiede solo d'esser vissuto nel chiuso della propria stanza, tenuamente
rischiarata dalla soffusa luce della luna, o dell'imminente aurora,
lasciandosene trasportare, mentre il cuore batte e le stelle rifulgono.


