OndaRock



  1. Just in Case
  2. Sweet Amphetamine
  3. Stupid Love Song
  4. Let Her Down
  5. Count Me Out
  6. Beautiful House
  7. I Break Hearts
  8. In the Night
  9. House of Sin
  10. One Note Lullaby
  11. Sweet Lisa Jane



LEEROY STAGGER

Beautiful House
(Boompa) 2005
folk-rock, songwriter

Negli ultimi anni, la scena canadese si presenta come una delle più prolifiche di artisti di buona caratura. Disperso fra questi, fa timidamente capolino l'esordiente Leeroy Stagger, professione cantautore, con questo suo "Beautiful House" che esce per la piccola Boompa (e a causa di ciò è finito per essere pressochè ignorato da tutti qui in Italia).

Stagger si pone come unico obiettivo quello di provare a scrivere buone canzoni, limitandosi ad attualizzare un filo la tradizione, riaggornandone il suono tramite l'utilizzo di qualche chitarra elettrica dal taglio indie. "Just in Case", il brano d'apertura e uno dei migliori in assoluto del disco, mette in scena infatti una melodia semplice e cristallina, rilassata su chitarre folk-rock ben scandite, con qualche nota di piano e la elettrica ad infaricire e attualizzare il pezzo. Le spinte indie-rock assurgono invece a protagoniste in "Sweet Amphetamine", un rock pulsante. In verità il lavoro strumentale non merita il primo piano (pur non essendo il pezzo spiacevole, anzi): è sulle melodie che il canadese si gioca la partita.

E la testimonianza palese della qualità di queste è la title-track: un lento country-rock classico, con tanto di slide e banjo a far da accompagnamento, che indovina un motivo immediato e che sembra di conoscere da sempre, capace di rimanere ben fisso in testa. Va poi meglio ancora quando gira tutto alla perfezione, e gli strumenti abbandonano la mera funzionalità per andare ad incidere sul brano. E' il caso di "Stupid Love Song" la cui bella melodia è animata da vispi inserti di fiati, qualche battito di mani e puntelli di tastiera, con la chitarra elettrica a pennellare lo sfondo; e di "In the Night", notturno e melodrammatico inno rock. Questi i brani migliori, ma a rendere il livello qualitativo alto sono soprattutto gli altri brani: non ci si imbatte praticamente mai in pezzi scarsi o mediocri.

Il disco è un concentrato di garbo e le variazioni servono a tener stabile l'attenzione: si va dall'accorata "Let Her Down", che viaggia a lungo carica di tensione, per sola chitarra e voce, prima di scogliersi in un'apertura strumentale rock; all'acustica "House of Sin" con le sue venature country; sino a chiudere l'opera con la dolce serenata amorosa "Sweet Liza Jane": ogni brano ha esamina uno spunto degno trovando in ciò la sua ragione d'essere.

Non serve dire altro. "Beautiful House" è uno di quei dischi che fanno bene al cuore, ideale per un pomeriggio un po' così, per un viaggio in auto, per accompagnare qualche attimo di rilassatezza: un ascolto che non necessita di impegno eppure caloroso e capace di colpire. La musica è anche, e soprattutto, questo.