OndaRock



  1. Lucky Toy
  2. A Bundle of Fun
  3. My Sharona
  4. Top of the World
  5. Greasy Black Hands
  6. Swimming Pool
  7. Hormonized
  8. Just Drive
  9. Hatuey
  10. Shit Faced
  11. Hormonettes
  12. Any Normal Super Hero



HORMONAUTS

Hormonized
(V2) 2006
rock'n'roll

Che la spensieratezza di certa maschiosità sudorifera sia il diversivo senza pretese di serate birrofile e leggere potrebbe divenire l’ennesimo luogo comune di inquieti modi di pensare tendenti al mood.
Resta il fatto che, tra fasti elettronici, reincarnati folk, ritorni di fiamma wave, il rock’n roll di elvisiana memoria sopravvive e conserva la propria setta di adepti, più o meno fedeli e contaminati.

Gli uomini strafottenti dell’onda presente esistono ancora e, coraggiosamente, incidono dischi alla faccia della tormentata ricerca del nuovo e stupefacente ultrachic.
Definirli eccentrico/kitsch è un eufemismo, di fronte alla cresta di platino e i pantaloni da boxeur del cantante e chitarrista Andrew Mc Farlane nel "Cassius Live" del 2005, oppure alle futuristiche tute alla Devo dei restanti Hormonauts, nel video di "I See Two". Ma loro suonano e delirano e se ne fregano, sbeffeggiando innanzitutto se stessi, come terapia ammazza-sistema.

La sceno-coreografia è tanta, questo bisogna ammetterlo, ma la volontà e l’energia non mancano. Dopo una quinquennale, densa produzione alla corte di diverse etichette e un cambio nell’organico, i cultori dell’ormone tornano a sovvertire palchi con "Hormonized".
Con un’apertura spudoratamente surf, il punk n’roll si riversa torrenziale ed esagitante ("Lucky Toy"), aprendosi a refrain al gusto "La Bamba (A Bandle Of Fun)"; gli Knack di "My Sharona", vengono rivisitati in un sogghignante country, che diventa incalzante peripezia simile al rincorrere un animale sfuggito al controllo del padrone ("Greasy Black Hnads").

La title track è un’impudicizia cantata beffardamente, in perfetto stile Lux Interior, con inaudite inserzioni di tastiera Casio, furtivamente introdottasi al richiamo della lascivia, mentre Quentin Tarantino potrebbe lanciare gridolini entusiasti sulle note del tragicomico western/drama di "Hatuey". Divertissement alla Sam Cooke ("Hormonettes") precedono l’ironico swingare finale, che simula il vocione doppio degli omoni jazz ("Any Normal SuperHero").

Lo sguardo asettico e oggettivo riconosce qualche ingenuità e giustapposizione, ma l’inevitabile coinvolgimento diverte e arruffiana, nell’attesa della conferma live.

(19/07/2007)