INCA ORE & LEMON BEAR ORCHESTRA - The Birds In The Bushes

2006 (5rc)
something weird/freak-folk

Premessa necessaria: questo album è da mesi una presenza sporadica eppure ripetuta e insinuante sul mio lettore.

Personaggi: Inca Ore, pseudonimo di Eva Saelens, è una cantante di Oakland (per inciso la nuova Mecca di provincia per l’indie-rock più deviato) che si esibisce spesso in solo con un set, nemmeno brutto, di oppiacei velluti melodici per moaning vocale alla maniera della conterranea Grouper/Liz Harris. Sempre in solo ha pubblicato quest’anno un LP su Jyrk intitolato “Brute Nature vs. Wild Magic” che aggiunge alla voce spartani e grezzi accompagnamenti da cantaurato lo-fi risultando in parte simile al primo Smog ma con una spiccata fascinazione, un po’ malata, per i boschi e la natura selvaggia. Le sue collaborazioni sono già difficili da quantificare: è un elemento praticamente fisso dei punk-wavers Alarmist nonché dei ben meno accomodanti noise-freaks Gang Wizard, e inoltre è collaboratrice occasionale di Yellow Swans e Jackie O Motherfucker. La ragazza è certamente vittima di perniciose tentazioni intellettualoidi corroborate da un animo freak che mal si addice alla sua faccia pulita ma sa anche essere brava all’occorrenza. Lemon Bear non si sa chi diavolo sia, di certo non è un musicista accademico.

Curiosità: contrariamente a ogni sensata previsione questo album è riuscito a smarcarsi dall’inevitabile destino di finire relegato in un centinaio di copie su CD-R per qualche etichetta esoterica della west coast ed è finito (per amicizie? velleitarietà? sbronza del titolare?) su prestigioso marchio 5RC.

Svolgimento: un disco praticamente inadatto a qualsiasi momento questo “Birds In The Bushes”. Anche solo per tollerarlo dovete come minimo (e come il sottoscritto) essere fan abbastanza sfegatati di gentaglia come Sun City Girls, Jandek e compagnia rumoreggiante nonché possedere una nutrita collezione di produzioni carbonare in CD-R della peggiore specie.

Nella fattispecie i due autori del disco non hanno fatto altro che rinchiudersi in una casa nel bosco tra gennaio e febbraio del 2006 e fare “ciabotto” per tutto il tempo, totalmente incuranti di una qualsivoglia forma, anche solo accennata, di progettualità e di perizia esecutiva registrando il tutto più male che bene.

Un gran casino insomma, coi due “musicisti” che per giunta si prendono anche sul serio, ciarlando di poesia beatnik e palesando la precisa volontà di portare a indecenti estremi i limiti, già fin troppo evidenti, delle più gratuite accozzaglie freak-folk che impazzano nelle scene underground di mezzo mondo. Qui non c’è nulla che possa dirsi minimamente musicale. Primitivismo a go-go, pantomime vocali buone solo per non farti appisolare (come se già non esistessero i vicini di casa), organetti perennemente incerti e futili e qualche fiato che fa altrettanto, gorgheggi sgradevoli in mezzo a stovigliate e cocci rotti.

Le “canzoni” partono fiacche e brutte , nate per caso in mezzo a improvvisazioni, immaginiamo, persino peggiori. Non c’è neppure la voglia di provarci a fare qualcosa di decente. Il suono è costantemente sfilacciato e pregno della peggiore, consapevolissima, deboscia e i “musicisti” sono del tutto incapaci di incanalarlo in forme minimamente armoniche, studiatamente dissonanti o anche solo piacevolmente drogate.

Tutta questa barbara e (almeno in parte) premeditata tortura per l’ascoltatore ha, infine, il difetto, questa volta definitivo, di non essere mai realmente perturbante e pagana. Non tocca alcuna corda insomma, disturba e basta. C’è un sacco di parte ma nessuna arte tra queste tracce.

Un giudizio? A essere del tutto onesto devo ammettere che talvolta questa robaccia, deriva totalmente freak e sgrammaticata di quella che un tempo chiamavamo “musica”, ogni tanto la ascolto (e al primissimo ascolto m’era pure piaciuta), ma lungi da me voler incoraggiare operazioni simili. Non tanto per le premesse quanto per gli imbarazzanti risultati.

24/11/2006

Tracklist

  1. 1. The Garden and the Awakening Orchard
  2. 2. Spine Milk
  3. 3. Blue Train
  4. 4. Glossolalia the Gift of the Tongue
  5. 5. The Birds in the Bushes
  6. 6. 1950's Beatnik Poetry
  7. 7. Metal Storm
  8. 8. Lucky One
  9. 9. Cape Meares
  10. 10. I Will Kill You
  11. 11. Forest Feeling

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