L'amore di Steve Stapleton per gli Ash Ra Tempel non è un mistero. “Asphalt Kiss”, terza canzone di “The Lights Are On But No-one's Home”, è basata proprio su una canzone del gruppo di Manuel Göttsching. Mentre “Mirage Man” "(is) not based on a song by Captain Beefheart", ci tengono a precisare le note di copertina. Intelligenti pauca, dicevano i latini.
A Bad Diana è lo pseudonimo scelto da Diana Rogerson, moglie di Steve Stapleton, per tornare sulle scene da protagonista, dopo una pausa durata diversi anni. Non che Diana si sia mai fermata - non si contano le collaborazioni con i Nurse With Wound - ma di esperienze a suo nome non si avevano notizie dall'ultimo disco del progetto Chrystal Belle Scrodd.
Ad aiutare Diana su “The Lights Are On But No-one's Home” ci sono, oltre allo stesso Stapleton, il vecchio amico irr. app. (ext.), alias Matthew Waldron, e l'ingegnere del suono Colin Potter. Nomi che bastano a garantire tre quarti d'ora di sonorità oscure ed esoteriche, immerse in una nebbia psichedelica così scura da non riuscire a vedere attraverso. Si accosta troppo spesso, e a sproposito, certa musica elettronica all'immaginario di David Lynch: una volta tanto, invece, gli incubi si somigliano. La musica della Rogerson ha molto in comune con le visioni metafisiche del regista americano.
Il disco, poi, ha una valenza teatrale, oltre che musicale. Su “Notes From The Underground To A Crazy Girl” i suoni accompagnano la recitazione della voce, creando uno scenario metropolitano desolante. Analogo il discorso per la seguente “Mother”, dove le parole sono accompagnate da un alienante tappeto di percussioni. Finale senza speranza, ma con sorpresa, con la lunga litania funerea “Chant D'Amour/Da Mort”.
(02/01/2008)


