Black Rebel Motorcycle Club

Baby 81

2007 (Island) | garage-rock

Dopo le delizie slide di "Howl", i Black Rebel Motorcycle Club hanno riportato i cavalli nella stalla e son tornati a inforcare le care vecchie Harley Davidson, con le quali hanno ripreso a scorrazzare sicuri per le immense e assolate praterie americane.
Si torna così a respirare elettricità, sudore e polvere dai solchi della band capitanata da Peter Hayes, che per l'occasione ha deciso di reintegrare nella formazione Nick Jago, nuovamente al suo posto dietro la batteria. La band californiana torna a proporre sonorità più vicine ai due primi dischi, anche se questo "Baby 81" si contraddistingue per essere il loro lavoro più completo e ricco di sfaccettature, una ideale summa dei tre precedenti.

I Black Rebel vogliono dimostrare di non avere nulla da invidiare rispetto alle altre band che condivisero la stessa nidiata a inizio decennio, e che i "cugini" Strokes e White Stripes hanno avuto più successo di loro soltanto perché più fottutamente trendy.
Il brano di apertura "Took Out A Loan" è quello che più si riallaccia agli esordi del gruppo, un modo per dire "eccoci, siamo tornati, vivi e vegeti, e vi faremo vedere chi siamo".

Continuano a essere la band che meglio riesce a interpretare e rappresentare il tipico garage-sound, nel senso che sembra proprio di sentirli suonare... in una cantina. Suonano come suonerebbero gli Stones se esordissero oggi ("Berlin"), senza disdegnare inni che farebbero impazzire stadi interi ("Weapon Of Choice", il primo singolo estratto, e "Need Some Air", due pezzi da cantare a squarciagola). Capaci sempre di comporre melodie che ti si appiccicano addosso ("Window") e di avvicinarsi miracolosamente a suoni grunge mai sperimentati prima d'ora (ascoltare per credere il ritornello simil-Nirvana di "Cold Wind"), di sviluppare momenti volutamente ai limiti del disimpegno musicale ("Not What You Wanted"), ma anche di rasentare la spiritualità (l'intro di "All You Do Is Talk").

Gli unici momenti che si avvicinano a "Howl" sono rintracciabili in "666 Conducer", nel falsetto di "Killing The Light", e nella conclusiva "Am I Only". Ma il momento in cui i Black Rebel si spingono più in là risiede nei nove e passa minuti del trionfo lisergico-psichedelico di "American X", la più lunga composizione della loro carriera, con una parte centrale da urlo.
Qualcuno dirà che i nostri sembrano di nuovo dei cloni dei Jesus & Mary Chain, ma in realtà qui lo shoegazing del primo disco è ben mediato con una sana e ormai esperta attitudine rock 'n' roll e con l'animo roots sviluppato nel disco precedente.
"Baby 81" è un disco sincero, senza sbandamenti, si viaggia a tutta velocità, tenendo bene le curve; un disco "sostanzioso", senza riempitivi e con una manciata di canzoni riuscite. E' solo rock 'n' roll, ma ci piace dannatamente.

(07/05/2007)

  • Tracklist
  1. Took Out A Loan
  2. Berlin
  3. Weapon Of Choice
  4. Window
  5. Cold Wind
  6. Not What You Wanted
  7. 666 Conducer
  8. All You Do Is Talk
  9. Lien On Your Dreams
  10. Need Some Air
  11. Killing The Light
  12. American X
  13. Am I Only
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