James Blackshaw

The Cloud Of Unknowing

2007 (Tompkins Square) | fingerpicking, folk

L’arte di James Blackshaw è fatta di piccoli movimenti, di variazioni progressive, dolci e mai brusche, ma soprattutto di suoni estatici, crepuscolari, capaci di farti assaporare l’infinito.
Non di meno è giocata su melodie sopraffine che si rincorrono e si sovrappongono, su differenti sorgenti musicali che trovano nel suo talento visionario un sincretismo mirabile. Così, l’ipnotismo dei raga indiani, l’afflato trascendente del minimalismo e della contemporanea entrano in simbiosi in un tutt'uno armonioso, dove l’equilibrio viene raggiunto naturalmente, senza forzature. Sembra una musica pura, incontaminata e ancestrale, sembra che una forza superiore l’abbia modellata in questo modo senza tener conto di null’altro, se non della sua essenza panteistica.

No, è non la tecnica la carta vincente di Blackshaw - nonostante non ne sia sprovvisto - bensì il tocco, un tocco delicato, nitido, con le dita che immaginiamo planare sulle corde, sfiorandole appena, provocando una dolce risonanza che è come una brezza estiva che giunge a mitigare la calura. E’ la forza di un flusso inarrestabile che dona emozioni. E’ il talento di un ragazzo appena venticinquenne che suona come un veterano.
Così non pago di una mezza dozzina di lavori in circa tre anni, Blackshaw ci regala un’ennesima perla, che in verità segue il forse ineguagliabile “O True Believer”, del 2006. Si, insuperabile “O True Believer”, intriso di una malinconia commovente, nonostante il nostro non si riconosca in quel sentimento, abbracciando piuttosto l’idea di zone grigie dove i sentimenti si mischiano senza dar vita a confini chiaramente definibili. Ma il presente è qui, in questo momento, ed è ancora una volta luminoso.

Perché “Running To The Ghost” è quanto di più vicino all’idea di paradiso terreno si sia ascoltato negli ultimi tempi. Appena sei minuti o poco più, ma vorresti durasse il doppio, il triplo, vorresti abbandonarti per sempre a quella corrente irrefrenabile di melodie intrecciate, per camminare su strade fatte d’aria, per passeggiare sotto la pioggia senza bagnarsi. Ed è ciò che si prova con “The Cloud Of Unknowing”, o nella conclusiva “Stained Glass Windows”, che aprono e chiudono l’album all’insegna di un debordo emotivo straripante, salendo verso un climax emozionale quasi epico. E se l’esperimento desertico/psichedelico  di ”Clouds Collapse” ci fa cadere per un attimo dall’arcobaleno, la limpidezza armonica di “The Mirror Speaks” rimette a posto le cose, proiettandoci in una nuova dream house dalle pareti colorate.

(03/07/2007)

  • Tracklist
  1. The Cloud of Unknowing
  2. Running To The Ghost
  3. Clouds Collapse
  4. The Mirror Speaks
  5. Stained Glass Windows
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