Glenn Branca

Indeterminate Activity Of Resultant Masses

2007 (Atavistic) | avanguardia

Una doverosa premessa prima di addentrarci nella descrizione: comprate il cd, mai come in questo caso ne vale il prezzo. Atavistic fa le cose per bene, come suo solito, offrendoci un oggetto artisticamente rilevante nel suo essere “prodotto” complessivo, ovvero espressione di linguaggi differenti, significanti nell’interrelazione, nella fruizione coeva, nelle sensazioni tattilo/visive suscitate. Il disco contiene infatti la lunga suite “Indeterminate Activity Of Resultant Masses”, da cui titolo, registrata ai Radio City Studios di New York nel 1981, poco dopo l’uscita di “The Ascension”, una sferzante intervista audio rilasciata da John Cage a Wim Mertens, in cui il primo sparla a più riprese dei metodi compositivo/espressivi dell’ex Theoretical Girls; in aggiunta, l’articolo del giornalista David Miller che minimizzava abilmente il fatto, e l’intervento “chiarificatore” di Branca stesso, pubblicati la prima volta nel ’97, da Musicworks Magazine, e riportati fedelmente, per intero, nel booklet.
Ora, dico, vorrete mica scaricarvi il disco, stamparvi la bianchissima copertina, fotocopiarvi il libretto a tre facciate o, peggio ancora, ascoltare esclusivamente gli mp3 precludendovi il resto…vabbè fatti vostri.

Comunque sia, tornando alla celebre polemica, sembra si arrivi fino ad accuse di fascismo, che il buon Cage rivolge al collega al fine di sottolineare la pressoché inesistente libertà performativa lasciata ai musicisti; a ragion veduta secondo alcuni, in quanto pare fosse certa la presenza dello stesso Cage alla rappresentazione di “Indeterminate Activity Of Resultant Masses” tenutasi a Chicago nel 1982, in occasione del New Music America Festival.

La musica? Eccezionale, non di meno, come gli strumentisti, tra i quali spiccano Barbara Ess, Thurston Moore, Lee Ranaldo, Jeffrey Glenn e David Rosenbloom. Rigore nell’esecuzione, certamente si, d’altronde parliamo di minimalismo, di poche note reiterate, seppur nel baccano massimalista dell’orchestrazione. Delle dieci chitarre dieci che esplodono, si rincorrono, di un drone che fa da tappeto allo psicotico sovrapporsi e sfaldarsi del rumor bianco, del climax wagneriano raggiunto in alcuni frangenti. Dell’unica batteria che arranca aritmica, asfissiata dall’incessante battito dei rasoi a sei corde. Chissà ad assistervi dal vivo.

Last but not least , l’inedita “Harmonic Series Chords”, eseguita dalla Chamber Sinfonia di New York nel 1989, in cui lo schizoide frastuono chitarristico cede il passo alla solennità di una musica cameristica ad elevato voltaggio emozionale.

(02/03/2007)

  • Tracklist
  1. Indeterminate Activity Of Resultant Masses
  2. So That Each Person Is In Charge Of Himself
  3. Harmonic Series Chords
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