OndaRock



Disc 1

1. Work Machine
2. Collage
3. Pantera
4. Pantera – La Sua Anima
5. Trip On Metrò
6. Space Ace Man
7. La Via
8. Work Machine (Live) – Bonus track

Disc 2

1. Escher
2. Caleidoscopio
3. Esperanto
4. Ascendente Scorpione
5. Ragno
6. Malia
7. Space Ace Man (Live) – Bonus track
8. Callage (Live) – Bonus track


 

D.F.A.

Kaleidoscope
(Moonjune) 2007
progressive
I Duty Free Area sono un quartetto progressive proveniente da Verona, attivo negli anni Novanta. La MoonJune li ha ripresentati al pubblico con "Kaleidoscope", raccogliendo il grosso della loro produzione: due album in studio ("Lavori in corso" del 1996 e l'omonimo del 1999) e alcune tracce dal vivo. Un modo per riscoprirli ma anche un modo per pubblicizzare il loro nuovo album ("4th"), in uscita quest'anno.

Il suono dei D.F.A. ruota intorno alle frasi d'organo o di synth di Alberto Bonomi: le sue tastiere si incrociano alla chitarra elettrica di Minella e sono spalleggiate da una sezione ritmica precisa e corposa. Quella di "Lavori in corso" è però una band ancora assai acerba, in cui la tecnica pur non sovrastando la composizione non viene messa al suo servizio. Il jamming non si amalgama con la struttura melodica bensì si giustappone; le linee vocali - che vogliono citare i Gentle Giant - ottengono un effetto involontariamente comico, complici testi palesemente fuori tempo massimo, quasi stessimo ascoltando gli Elio ("Collage"). L'elettricità, la personalità o ancora il coraggio mostrato nel cercare soluzioni nuove non sono sufficienti a pareggiare una certa assenza di cuore, di senso melodico, di sincera ispirazione.

A distanza di tre anni "Duty Free Area" presenta una certa maturità e coesione. Certo non mancano ancora grosse ingenuità, come la... suite in tre lingue "Esperanto" e non sono risolti i problemi compositivi ("Ragno", ad esempio, si riavvolge per oltre undici minuti senza andare a parare da nessuna parte), eppure il passo in avanti è evidente. "Caleidoscopio" introduce momenti più morbidi e li alterna con maestria ad altri più movimentati, mentre l'esecuzione della possente "Escher" è impeccabile. Il giudizio globale, comunque, fotografa una band finita ancor prima di iniziare ad incidere qualcosa di significativo: in attesa del prossimo disco, l'omonimo è consigliabile soltanto e strettamente a fanatici del genere, e neanche in modo caldo.

(23/07/2008)