Parlammo di Heart&Crossbone in occasione della recensione degli ottimi Lietterschpich, ma tocca (con piacere) tornarci su per dire di quest’altra perla oscura offerta dal catalogo dell’etichetta israeliana. Si chiamano Grave In The Sky, e la press sheet li presenta tirando in ballo formazioni della foggia di Electric Wizard, Darkthrone, Godflesh, Khanate e persino Gravitar.
Ora, se in prima istanza sono andato abbastanza in confusione, ho poi capito dove la band sta cercando di dirigersi. Gravitar? Cosa centra la formazione noise-psichedelica del Michigan con questa accolita di doom-sludgers inquietanti e discretamente malsani?
Ecco, l’attacco di “Here Lie” mi ha subito chiarito le idee. I nostri (si fa per dire eh) sono fautori di un suono maledettamente catastrofista, così lo stoner e il black metal vengono inseriti in un contesto noise-space rock intricato e allucinogeno (e anche lo-fi)
I tipi di Heart&Crossbone hanno usato il termine avant-sludge, e benché non vada pazzo per le etichette, devo dire che ci può tranquillamente stare. Il secondo pezzo (“Donnie Darko”), poi ve lo raccomando: inizia tra granuli e scartavetramenti, tanto da richiamare il Tim Hecker da ambulatorio di “Mirages”, per sprofondare poi in oscuri abissi Khanate. Le ritmiche sono lente, come il “genere” comanda, anche se qui, ripeto, si è ben oltre. Non fosse per il cantato ad esempio, “Straw Dogs” potrebbe essere una mini-suite noise-rock a tutto tondo, mentre la lunga e solenne “The Descent” è - questa sì - sludge e claustrofobica come da manuale.
Che dire oltre? Sei pezzi in tutto, senza la benché minima caduta di tono. Completano il massacro il solito booklet un po’ truculento un po’ autoironico, e un immaginario da band true metal (altro che vergogna…)
Niente da fare, alcune delle novità più interessanti in ambito rock vengono dal metal estremo, basta farsi un giro nei cataloghi Profound Lore, Hydrahead, Southern Lord, e i Grave In The Sky non sfigurano affatto in questo discorso. Anzi, sicuramente aggiungono qualcosa di nuovo.
Come dicono altrove: Highly Recommended (e non solo agli amanti del genere)
(04/01/2008)


