Lietterschpich

I Cum Blood In The Think Tank

2007 (Heart & Crossbone) | noise, industrial

Heart&Crossbone è un’etichetta israeliana gestita da Rani Zaz Ben Doom e David Opp, che si occupa grosso modo di metal e noise. La scovai quasi per caso tempo fa, e subito rimasi colpito dall’esotismo della situazione. Vediamo che “tipo di rumore” concepiscono a quelle latitudini, pensai, e così dopo aver scambiato un paio mail con i tizi sopracitati, mi ritrovo ora tra le mani il disco degli impronunciabili Lietterschpich.

Allora, giusto per capire in che ambito ci muoviamo, vi basti sapere che l’iconografia messa su da questa combriccola di sballati appare piuttosto lugubre, e non potrebbe essere altrimenti (forse) visto i generi trattati. Booklet minimali (due pagine al massimo) con prevalenza  di colori scuri - nero e grigio soprattutto - immagini al meglio stranianti, se non oltre... Così dopo averne preso visione, le mie aspettative sono improvvisamente crollate, timoroso di incocciare in qualche banda armata ultra-derivativa, da offrire in pasto ai fanatici di metallacci satanici e quant’altro. E sbagliavo, almeno per quanto concerne questi interessantissimi Lietterschpich.

C’è molto di apocalittico in “I Cum Blood In The Think Tank”. Apocalittico, ma con classe, come sapevano essere le compagini di Broken Flag, Ramleh e Toll in primis. Urla disperate provenienti dai più reconditi anfratti infernali, andamenti lenti e melmosi, quasi sludge in alcuni frangenti, rumore sordo e rozzo oltre ogni livello di guardia. I Lietterschpich riescono però a lavorare di sintesi, traghettando quel suono verso i lidi affollati del nuovo noise americano. E la commistione non potrebbe risultare più esplosiva.

“Stockfish” apre le danze in maniera scenografica, con un battito tipicamente industriale, simulando una specie d’incesto animalesco tra Wolf Eyes e Cromagnon. Primitivismo è infatti l’altro aggettivo a saltare in mente, ascoltando queste devianti mini-suite. Primitivismo sotto forma di ritmiche marziali ma ripetitive - che non sappiano fare altrimenti? - e di strati su strati di rumore ottusamente uguale a se stesso (“Mud And Fun”, “Malevolent Recreation Celebration”).

Eppure tra  le pieghe di questa musica così massimalista, si nascondono sfumature cangianti, a saperle cogliere. A partire dalle continue variazioni di registro di “A Horse And A Walk In The Park”, abile nel condensare vent’anni di industrial/power eletronics in un percorso che parte da Whitehouse e arriva ai primi Black Dice, passando per Skullflower e Grey Wolves.
E ancora nella seconda parte dell’album, sicuramente meno ossessiva, dove l’inferno metallurgico si stempera  in passaggi dotati di maggiore musicalità (si fa per dire…) come “Mire Biol”, “Celebration Segregation“ e “One Thing Led Me To The Hill”.
Ma nel complesso “I Cum Blood In The Think” è un’esperienza d’ascolto a dir poco annichilente.

(01/12/2007)

  • Tracklist
  1. Stockfish!!
  2. Mud And Fun!!
  3. Cum Blood In The Fish Tank!
  4. Malevolent Recreation Celebration!!
  5. A Horse And A Walk In The Park!!!
  6. Ziz!!!
  7. Ventilation!
  8. Petty Bourgeois (Word Of A Fraud)
  9. Mire Blot!!
  10. Cookies Downtown!!!
  11. Celebration Segregation!!!
  12. One Thing Led To The Hit!!
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