Promise And The Monster

Transparent Knives

2007 (Imperial/ Family Affair) | folk-pop, dark

La svedese Billie Lindahl (aka Promise And The Monster) è una giovanissima autrice che abbiamo visto gravitare attorno a Josè Gonzales aprendo molti suoi concerti in Svezia. Per l’etichetta Imperial – la stessa di Gonzales – esce ora questo suo scarno, spettrale, inconsueto album d’esordio, notturno e introspettivo, realizzato dopo un Ep di qualche tempo fa, interamente incluso in questo “Transparent Knives”.

Atmosfere acustiche affidate principalmente alla chitarra suonata con perizia dalla stessa Lindahl, che costituisce la base di quasi tutte queste piccole dark stories di cui è composto il disco. Le ambientazioni più folk portano alla memoria, più per le atmosfere che per arrangiamenti oggettivi o per la struttura delle canzoni, certe melanconiche ballad di Shirley Collins, di Nick Drake ma anche i suoni infetti di This Mortal Coil.
Infatti organi cupi e suoni velenosi pervadono come un una nebbia purpurea l’intero svolgersi delle canzoni, i cui testi sono sepolcrali contemplazioni su sofferenza e morte.

La voce fragile e sottile di Billie traccia cupe melodie definendo la spina dorsale di queste ballad tristi, a tratti spettrali e melanconiche. La produzione ha saggiamente lasciato quasi intatto lo stato di “demo”, fruscii inclusi, estraendo le canzoni da possibili contesti improbabili e lasciandole fluire verso le zone d’ombra della memoria.
Un senso di imminenza, di incompiuto accarezza queste fragili canzoni, in cui il contrasto tra liriche desolate, paranoie omicide e inni ai perdenti rimanda alla Nico di “Desertshore”.

Con scheletri di voce e chitarra, ogni canzone segue la precedente adagiandosi nel medesimo greto musicale, conservando la propria identità, lambendo con acque nere gli indefiniti argini.
Gli strumenti aggiunti alla chitarra acustica sono usati con intelligenza e personalità: percussioni cupe e un violoncello plasmano il piccolo capolavoro dark-gothic di “A Room With No View”; per “Word”, dalle suggestioni sixties, una tastiera e un glockenspiel. “Sheets” è un’altra fragile ballad. Talvolta un accenno di suoni backward; ancora luci e ombre, contrasti tra una musica dolce e arrendevole e testi spaventosi.
Noise elettronici concludono la finale “The Delusioned and Insane” e il disco, lasciando ancora una volta un senso di incompiuto, sicuramente premeditato e prodotto, come un film dal finale inaspettato, una promessa di un rapido ritorno.

Un disco personale e interessantissimo, che rivela sicuramente un talento fuori dal comune, una promessa certa.

(14/03/2008)

  • Tracklist
  1. Sheets
  2. Night Out
  3. Wither
  4. Killing Fields
  5. Antarktis
  6. Silver Speaking
  7. A Room With no View
  8. Words
  9. Light Reflecting Papers
  10. Singel Girl, Married Girl
  11. Trials
  12. The Delusioned and Insane
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