Un esordio promettente, frase spesso usata per liquidare in poche righe album interessanti che pur non convincendo pienamente non possono essere archiviati come inutili: “Fire On Corridor X” rischia di essere archiviato nella suddetta categoria, ma ingiustamente.
Il trio dell’Alabama, (l’album prende infatti il titolo da una sezione di strada che collega l’autostrada tra l’Alabama e il Mississippi) dopo un mini-album dai connotati più heavy, concretizza in dieci brani un mix di psichedelia, hard-rock, shoegaze che ha provocato una serie di paragoni illustri che qui eviteremo di riportare. Il gruppo esibisce una notevole padronanza tecnica e una ottima scrittura che annulla gli inevitabili confronti con il passato, che viene citato ed onorato senza vergogna.
Il primo hard-rock e la sua stirpe black-metal vengono celebrati nella energica” Regal Regalia”: tra riff distorti e ritmi possenti, il gruppo realizza un brano dal potenziale live notevole, un sicuro punto fermo di tutta la loro futura carriera concertistica e un autentico manifesto del loro sound. La successiva “Hornett” è l’altro lato del loro suono, oscura psichedelia che trasuda acido e bagliori post-rock.
Stabiliti i punti di partenza, l’album incorpora con classe la lezione del miglior rock inglese in brani come “Papering Fix”, “Farmacia” e l’ottima “Fire On Corridor X”, che esplora tutta la vitalità del brit-rock degli ultimi venti anni con una forza e un'energia tipica dell’America del Sud.
Il gruppo si cimenta con delle lunghe fughe rock-psichedeliche in altri due episodi chiave: il primo, “Sheffield”, indulge sulle similitudini industriali tra la città inglese e la terra natia del gruppo, mentre il secondo, “Outs”, è la dimostrazione che gli All The Saints hanno il pieno controllo del loro sound, il brano è un granitico hard-rock che tra sprazzi metal e profumi lisergici conduce l’ascoltatore verso il finale folk dai profumi raga dell’incantevole “Mil Mil”, che chiude in modo egregio quello che non si può definire semplicemente "un esordio promettente".
Qui le promesse sono già in parte mantenute, ora la parola passa all’ascoltatore che sicuramente riconoscerà in “Fire On Corridor X” un album intelligente e ricco di ottime canzoni.
P.S. Chi possiede una buona conoscenza dell’inglese dia occhio ai testi, belli intensi e molto incisivi, autentica poesia “on the road”.
(11/01/2009)


