Vic Chesnutt, Elf Power And The Amorphous Strums

Dark Developments

2008 (Orange Twin) | alt-rock, songwriter

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei: Vic Chesnutt ha un innegabile talento nella scelta degli amici. Dopo la collaborazione con nomi del calibro di Lambchop e Silver Mt. Zion, stavolta tocca ai concittadini Elf Power dare corpo ai versi allucinati e pungenti del songwriter georgiano.
Chesnutt, del resto, era già apparso qualche anno fa al fianco degli alfieri del collettivo Elephant 6, ai tempi del loro album “Walking With The Beggar Boys”: gli Elf Power restituiscono ora il favore, unendosi per l’occasione ad alcuni dei consueti compagni d’avventura di Chesnutt, come Curtiss Pernice e Sam Mixon, già nei Porn Orchard e ora sotto il moniker The Amorphous Strums.

I brani di “Dark Developments” hanno preso vita tra il 2007 e il 2008 nello studio casalingo di Chesnutt ad Athens. “È stato davvero un modo divertente di registrare un disco”, osserva Andrew Rieger degli Elf Power, “una cosa istintiva e immediata, a differenza del modo in cui lavoriamo di solito”. Uno spirito di improvvisazione che, se da un lato conferisce freschezza e spontaneità all’insieme, dall’altro finisce per rappresentare il limite maggiore del disco.
Come spesso accade in questi casi, è difficile che la somma delle parti coincida con il risultato finale: gli Elf Power si prestano al gioco senza riserve, offrendo contorni più briosi ai brani di Chesnutt rispetto alla tensione abrasiva di “North Star Deserter”. Ma sono le canzoni, stavolta, a zoppicare, rimanendo in più di un’occasione allo stadio di semplici bozzetti.

Se l’iniziale “Mystery”, con i suoi toni scarni introdotti dall’armonica e da un falsetto svagato, suona come l’anello di congiunzione con le origini cantautorali di Chesnutt, il ritmo gommoso di “And How”, con le sue aperture schiettamente pop, è il momento che porta in maniera più esplicita il marchio degli Elf Power. Tra battimani, coretti e inserti di fiati, “Bilocating Dog” sfodera la melodia più azzeccata del disco, tratteggiando su una chitarra cristallina “il curioso caso del cane con il dono dell’ubiquità” (!). I riverberi sgranati del basso e la voce aspra di Chesnutt accompagnano l’invettiva al vetriolo di “Little Fucker”, che si incendia in chitarre acide e affilate, mentre la stramba galleria di personaggi di “Phil The Fiddler” parte come una ballata remmiana, per poi abbandonarsi a una coda dagli aromi psichedelici.
È un disco innervato di rabbia sotterranea, “Dark Developments”, percorso da un livore in cui non è difficile scorgere le tracce della temperie politica dell’ultima campagna presidenziale americana. L’America di Chesnutt, come nell’immagine inserita nell’artwork del disco, è una caricatura con bombe insanguinate ai piedi, schiavi ingabbiati nel ventre e un terribile cappuccio in volto. “Open up your trash / Then go take a bath / (You’ll need one)”, è il caustico invito di “And How”.

Il gusto del bizzarro è da sempre nelle corde di Chesnutt, ma in questo caso il numero di cabaret vestito di chitarre enfatiche di “We Are Mean” rimane fine a sé stesso, suggellando con un sarcastico epilogo l’eterno contrasto tra campagna e città: “I declare that everywhere we are mean”. Se non altro, però, è l’occasione per Chesnutt di sfoderare ancora una volta la sua irresistibile imitazione della tromba: “nell’album di Chesnutt “About To Choke” c’è una canzone intitolata “Little Vacation”, con un grande assolo di «tromba a bocca» che ho sempre adorato”, racconta Rieger, “così ho chiesto a Vic di metterne uno anche in questo disco”.
I versi di Chesnutt ritrovano spessore solo tra gli spigoli spettrali di “The Mad Passion Of The Stoic”, permeata di un senso di caducità che sembra rimandare direttamente all’allegoria della morte raffigurata in copertina. Un uomo comune, sorpreso in un momento di irreale quotidianità; una tunica scarlatta rubata a un dipinto di Hieronymus Bosch; una pioggia di rose ispirata alle visioni di Kerouac; e quello scheletro che si presenta all’improvviso, vestito come “Clint Eastwood in un western all’italiana”: così appare la vivida immagine scelta da Rieger per il disco agli occhi dell'autore del quadro, il pittore americano Terry Rowlett. “So easy to accept / But so hard to understand”, chiosa Chesnutt.

Per i cultori del songwriter georgiano, “Dark Developments” appare insomma come un lavoro dalla scrittura incerta; per i fan degli Elf Power, il ruolo della band rischia di sembrare relegato ad una semplice cornice. Per tutti gli altri, la collaborazione cresciuta senza troppi pensieri in quell’attico di Athens rimane alla fine una curiosità gustosa, ma tutt'altro che imprescindibile.

(13/11/2008)

  • Tracklist
1. Mystery
2. Little Fucker
3. And How
4. Teddy Bear
5. We Are Mean
6. Stop The Horse
7. Bilocating Dog
8. The Mad Passion Of The Stoic
9.
Phil The Fiddler
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