Sparkle In Grey

A Quiet Place

2008 (Disaster By Choice) | elettronica, post-rock

Dopo quasi un anno dall’ultima uscita recensita dalle parti della Disaster By Choice (Comaneci), ritorniamo a commentare la nuova proposta proveniente da Roma: gli Sparkle In Grey. Il gruppo nasce nel 2006, quando il fondatore Matteo “Hue” Uggeri raccoglie professionisti del settore quali il polistrumentista Cristiano Lupo (componente anche dei Norm), Alberto Carozzi (presente nei Yakudoshi) indaffarato con basso e chitarra, e infine Franz Krostopovic, violinista dalla sensibilità inenarrabile. Capaci di intrecciare collaborazioni con figure eminenti dell’underground industriale quali Telepherique e Maurizio Bianchi (recente una loro prova discografica), gli Sparkle In Grey, attraverso il supporto di Giuseppe Ielasi che guida la produzione, registrano questo “A Quiet Place” che segna l’esordio dell’ennesima band italiana dal futuro quantomai interessante.

Come già successe con il disco omonimo degli Echoes Of The Whales, la miscela stilistica fra sensazioni vagamente post-rock e intromissioni elettroniche colpisce per l’ennesima volta nel segno. E’ ormai noto ai più che espedienti di questo tipo possono risultare stantii e anacronistici, come ben sappiamo, però, sono sempre stati i particolari a distinguere i dischi brutti da quelli belli. Alla luce di questo, lo sforzo del collettivo è palese e ben ripagato, non c’è un minimo passaggio in cui salta alla mente un riferimento ben preciso, si rifugge da stereotipi muffosi o stilemi ormai abusati. Vaghi riferimenti alla musica industriale di cui sembrano grandi estimatori (il gemellaggio con Maurizio Bianchi non è casuale) vengono spesso contaminati con l’amore per le sensazioni ambientali da cui riescono a estrapolare gli elementi giusti per completare l’altro elemento portante della loro musica: il ritmo. Singolari singulti al limite di certa IDM vengono fuori a spintoni in “Goose Game”, perfetta ballata elettronica crepuscolare, fra schizofrenie e magici momenti di estaticità.
Anche la cupa e introspettiva “Limporta”, pur essendo vischioso magma catacombale, si contorce sotto la spinta di un bel tappeto digitale a tratti perfino miracoloso (vedere il frangente dal minuto cinque in poi).

Se la title track sfoggia una vena più portata al dilungamento strumentale da camera (vedere i Rachel’s), la successiva “Teacher Song” incanta con enfasi minimale. Sorretta a momenti alterni da un canto di un bambino a dir poco delizioso, si avvale di campionamenti urbani a far da corollario perfetto a tre minuti di pura perfezione compositiva. La più canonica ma non banale “Pim In Delay” fa da apripista alla conclusiva “Delusion Song”, soave compendio dai tratti rasseneranti.

Zittendo inguaribili pessimisti che criticano a priori la qualità della musica di marchio nostrano, celebriamo il nuovo tassello di un mosaico artistico ramificato e pieno di sorprese; solo la curiosità di chi ascolta potrà riservare piacevoli rivelazioni.

(26/04/2008)

  • Tracklist
1. Limporta
2. Goose Game
3. A Quiet Place
4. Teacher Song
5. Pim In Delay
6. Delusion Song
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