Il fascino del post-rock ha da tempo attraversato i confini, Kentaro Togawa musicista giapponese artefice del progetto Retail Sectors ha assimilato il mondo musicale di Mogwai, Godspeed You! Black Emperor, elaborando contestualmente un proprio stile, che integra anche l’arte visiva, rendendo più concrete le molteplici suggestioni di una musica molto elaborata e ricca, ma anche legata a cliché un po’ inariditi.
“The Starlight Silent Night” in otto episodi mostra sonorità cristalline e originali: la tensione non si attenua e il flusso avanza inglobando decenni di suoni e influssi culturali. Chitarra, basso, batteria, sonorità ora drammatiche, ora oniriche che si sviluppano e si avviluppano, creando un incantevole effetto ipnotico. La struttura apparentemente compatta viene scalfita da inafferrabili suggestioni.
E’ la chitarra che guida l’ascolto, con toni ora più aspri e corrosivi, come nella eccellente "March Of Incurable Workaholic", costruita su un tempo di valzer e su grumi psichedelici di rara bellezza. Richiami al folk inglese, invece, per “The Never Ending Night”, mentre “The First Step To Fly Again” offre suoni limpidi, costruiti su molteplici melodie di chitarra che si sovrappongono fino a ottenere un delizioso effetto cantilenante. Nella stessa vena “Finally, People Unconsciously Hope That Their Savior Die”, ricca di romanticismo e delicatezza tanto da riportare alla mente Durutti Column e Felt.
Il termine post-rock sembra sempre più stretto man mano che la musica incalza, mostrando verve e ritmi inattesi in “Forlorn Dreamland”. Poi inaspettatamente il disco stringe il cuore in una morsa quasi oscura e piena di decadente sofferenza: leggendo i titoli scopri amarezza, solitudine, abbandono, fino alla celebrazione poetica del suicidio. Sì, perché "Song About A Girl Who Killed Herself Yesterday" è l’episodio che ti cattura e ti richiede un'attenzione che esula dal semplice ascolto di un disco. E' il momento più intenso di un disco svincolato dall’appartenenza a un genere e capace di donare grandi vibrazioni, colmando quel "sense of emptiness" cosi abilmente descritto dalla sua musica.
(04/09/2008)


