“Escaping Mankind” è l’album d’esordio degli australiani Charge Group, pubblicato in madrepatria nel corso del 2008 e nel resto del mondo qualche mese più tardi grazie all’interessamento della lussemburghese Own Records. Il gruppo è un quartetto ma ad ascoltarlo sembra una piccola orchestrina rock che non sfigurerebbe nel catalogo della Constellation.
Matt Blackman (voce e chitarra), Jason Tampake (voce e violino), Adam Jesson (basso) e Matt Rossetti (batteria) condividono con i canadesi l’attitudine a declinare il rock in maniera melanconica e vigorosa allo steso tempo, arrangiando i propri brani spesso e volentieri con i suoni di più violini. L’uso di diversi set di batteria aggiunge movimento alle composizioni, ben lontane dalla classica struttura pop-rock.
I Charge Group sono orientati verso una forma di folk orchestrale ben arrangiata, tanto che alcune tracce del loro album d’esordio (per esempio “Redcoats & Convicts”) fanno pensare a una sensibilità tipicamente 70s. Altrove (“The Contest”) emerge la vena più malinconica e romantica del gruppo, capace di stendere languide melodie appiccicose su grintose strutture post-rock. Quasi sempre è la voce di Blackman a troneggiare sui brani, forte e sicura come quella di un cantante navigato. Ha partecipato alle registrazione dell’album il percussionista di Holly Throsby Bree van Reyk.
02/07/2009