Foto ingiallite e riverberi gelidi sono le sensazioni dei frangenti più tuonanti (effluvio di colori sgargianti per “Beyond The Beauty”, saliscendi un po' fuori fuoco in “Anything Everybody”), mentre il resto si attesta su un tempo di esecuzione che è indeciso se adagiarsi su un andamento più scandito o con fraseggi scattanti cari al post-rock più massiccio. Nonostante sia d'apprezzare il tentativo di contaminazione, l'esperimento non sempre è supportato da una scrittura adeguata (la confusione stilistica di “Stillbirth”).
Progetto interessante ma da rivedere; non resta che aspettare gli sviluppi di questi ragazzi francesi per valutare eventuali progressi.
22/03/2010