Death of Anna Karina

Lacrima/Pantera

2011 (Unhip) | post-hardcore, noise-rock

L'hanno capita, almeno loro: coi testi in italiano è tutta un'altra storia. Potrà essere difficile, imbarazzante e perfino rischioso dire delle cose che chi ascolta può capire al volo, senza mediazione, ma non c'è altra alternativa. L'inglese non è la via di fuga che tante band nostrane si illudano sia: l'impiego di una lingua non propria, che lo si voglia o meno, si traduce in distacco, disinteresse al contatto, perdita assoluta di empatia.

Con "Lacrima/Pantera", primo loro disco in italiano, i Death of Anna Karina hanno insomma deciso di fare sul serio. Di provarci, di uscire definitivamente dalla nicchia screamo e parlare col loro "nuovo" e graffiante noise-rock al pubblico indie italiano. Ne è valsa la pena? Stando all'album, la risposta è decisamente: sì.
I testi, a dirla tutta, sono l'elemento meno interessante nella svolta della band di Carpi (troppo melodrammatici/finto-sofferenti/retorici); ben più significativa è invece la forza delle immagini evocate, frutto di una sinergia tra parole, cadenza, tono di voce che solo la propria lingua madre rende possibile. Anche il passaggio dallo scream al reading dimesso modello Massimo Volume/Offlaga contribuisce - paradossalmente, forse - a rendere la voce più "presente", quasi il fulcro delle sensazioni di grigiore e disillusione che permeano tutto il disco.

Già, le sensazioni, ecco un altro grande elemento di novità: i Death of Anna Karina si lasciano alle spalle il piglio chiassoso, perfino ironico del precedente "New Liberalistic Pleasures" (2006, un frenetico indie-screamo virato Bloc Party) e si rituffano nel baratro esistenziale del ben più lacerante esordio del 2002. Ritorna nelle chitarre la stessa cinica aggressività, e le tastiere pseudo-prog già introdotte nello scorso disco sposano qui toni decisamente enfatici e plumbei. Non c'è comunque nessun rinnegamento stilistico, nelle undici tracce del disco: è la consapevolezza acquisita dalla band lungo il percorso a darle la capacità, finalmente, di "tagliare su di sé" la propria musica.
È comunque uno stile più misurato, più ragionato: meno furia e più risentimento, tanto per cominciare, e poi suoni pesanti ma ben calibrati al posto dell'impeto indiscriminato che infuocava la formula degli esordi. Qua e là affiorano passaggi distintamente progressivi ("Dissoluzione", "Strumentale") e più di un episodio ricorda quei territori "di confine" tra metal, math, soft/loud ed emocore che tanto sono stati battuti all'estero lo scorso decennio (con almeno un'analogia davvero calzante: i poco noti Gospel).

Si potrebbe allora obiettare che i Death of Anna Karina arrivano in ritardo. Vero e non vero - la loro inequivocabile italianità li rende comunque unici - ma in fin dei conti irrilevante: "Lacrima/Pantera" è un album che colpisce dritto allo snodo tra cervello e viscere, e contiene pezzi che sono capolavori di chirurgia emotiva (vedi la raggelante "Per scherzo", armata peraltro del miglior testo del disco).
Ma poi, su: in un paese dove le indie-band che fanno il pienone ai concerti sono ferme musicalmente agli anni Novanta, che sarà mai essere indietro di un cinque anni? C'è da sperare anzi che questo disco permetta ai Death of Anna Karina di imporsi e svecchiare un po' il panorama: hanno tutte le carte in regola per riuscirci.

(24/03/2011)

  • Tracklist
  1. Gli errori e di fronte a noi il nulla
  2. Sparate sempre prima di strisciare
  3. Quello che non c'è
  4. Dissoluzione
  5. Inabilmente
  6. Anticipazione della notte
  7. Un'ultima volta
  8. Strumentale
  9. Per scherzo
  10. Così che non potranno più prenderci
  11. Vile omicidio
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