Quando nel 2016 venne pubblicato “Stage Four”, i Touché Amoré erano già una delle band più apprezzate del circuito post-hardcore americano, forti di tre album brucianti e diretti. Ma “Stage Four” portò il gruppo di Los Angeles a un livello nettamente superiore, tanto da essere considerato a posteriori come il loro lavoro più compiuto e influente, anche per via delle drammatiche premesse che lo generarono. Si tratta di un viaggio brutale e necessario attraverso le fasi del lutto che il frontman Jeremy Bolm visse per la perdita della madre, Sandy, a causa di un cancro, nel 2014, mentre la band si trovava in tour.
Il “Four” del titolo assume pertanto un doppio significato: il quarto album della band ma soprattutto il quarto stadio del cancro, quello terminale. Sin dalle prime note l’ascoltatore viene catapultato in un realismo lirico dove a regnare è il vuoto lasciato da una telefonata che comunicava la scomparsa della mamma di Bolm e dal rimpianto di non essere stato presenti in quel momento, il tutto reso con immensa tensione per mezzo di riff veloci e testi che analizzano il senso di colpa. Un disco straziante che sanguina dolore da ogni singola nota, il resoconto di un vuoto incolmabile.
I ricordi del passato si intrecciano con gli oggetti della madre da rimettere in ordine, riflessioni sulla fede e flash sull’ultimo viaggio a New York, narrato nella conclusiva “Skyscraper”, che vede la partecipazione della cantautrice Julien Baker. Nonostante l’onnipresente aggressività sonora, emerge chiara una vulnerabilità che va ben oltre i canoni del post-hardcore, un disco dalla carica emotiva devastante che non cerca mai di fornire risposte consolatorie. Piuttosto è pronto a sferzare l’ascoltatore attraverso brani di grande potenza e intensità, quali “New Halloween”, che mutua il titolo dal giorno della fatidica telefonata, e una velocissima “Eight Seconds”, che si consuma nello spazio di appena un minuto e mezzo.
A dieci anni di distanza la band ha deciso di celebrare “Stage Four” diffondendo una sontuosa “10 Years Anniversary Edition” che, accanto alla tracklist base, arricchita dalla pregevole “Gather”, recuperata dalle session originali e già inclusa in una precedente deluxe edition, affianca una alternative take per ciascuno degli undici brani. Scorrono così sei versioni demo inedite, che in realtà aggiungono ben poco agli originali, se non il fatto di presentare un differente mix prima della rifinitura affidata a Brad Wood, due infuocate riprese live, tre remix, fra i quali spicca la rivisitazione compiuta da Kerry McCoy dei Deafheaven per “Palm Dreams”, e la riproposizione in chiave più tenue di “Rapture”.
Accanto a questi contenuti extra, che svelano solo in parte il reale processo compositivo messo a punto dai Touché Amoré, la band ha deciso di portare l’album dal vivo per un tour celebrativo, riproponendo la scaletta nella sua interezza: l’occasione migliore per dimostrare quanto in questi dieci anni di vita il potenziale dell’album sia ulteriormente cresciuto. Il tour transiterà anche dall’Italia con una data fissata il 9 giugno ai Magazzini Generali di Milano.