Liturgy

Aesthethica

2011 (Thrill Jockey) | post black-metal, experimental, progressive-metal

Il frontman dei newyorkesi Liturgy, Hunter Hunt-Hendrix, è autore di "Transcendental Black Metal", saggio che analizza l'emergere di un nuovo black-metal americano, discutendo, tra gli altri, i concetti di "trascendentalismo" e "annichilimento estatico". Nello specifico, scrive: "The meaning of black metal has something to do with a longing for ecstatic annihilation, a perfect void". Un'affermazione che "High Gold", opener di "Aesthetica", cerca con tutte le forze di avvalorare grazie ad un sound frenetico, acido e geometrico.

Intaccata da una profonda razionalità, la violenza di queste composizioni nasconde un aspro retroterra progressivo, così come non rinuncia a un'ossessiva reiterazione minimalista che traghetta il genere di base verso dimensioni altre, tra stroboscopie metalliche e ipnosi da techno-culture (!) degenerata. Già con "Renihilation" la band newyorkese aveva fatto parlare di sé per questo approccio atipico, tale da far avvicinare la band anche alle evoluzioni incontrollate dei Lightning Bolt. Tuttavia, se in quel piccolo saggio s'invoca la nascita di un "truly American black metal", è anche vero che una cosa del genere i Weakling l'avevano già "pensata" e attuata alla fine degli anni Novanta, lavorando anche su partiture "aperte" e improvvisazione. Si può, comunque, dare credito ai Liturgy se concentriamo l'attenzione sui concetti di "geometria" e "ripetizione", in "Aesthetica", più che in "Renihilation", elementi fondamentali intorno cui il loro sound si definisce una volta per tutte. Lo scopo della band, a questo punto, è il raggiungimento di quello che il leader definisce "Haptic Void", un ipotetico livello massimo di intensità. Intensità, si faccia attenzione, di un genere (il black-metal) che rappresenta, sempre stando alle parole di Hunt-Hendrix, il culmine o il punto terminale della storia del metal.

Tuttavia, l'"Haptic Void" è una "bugia", perché "soltanto la sua assenza è sempre presente". Dunque, sulle tracce di quest'orizzonte ultimo, i Liturgy ripropongono con dedizione sempre più maniacale assalti sfiancanti dominati dal tremolo delle chitarre e da un batterismo incalzante. Amplificando gli aspetti "spirituali" e "tecnici" del black-metal scandinavo (l'"Hyperborean Black Metal"), il Transcendental Black Metal trasforma il nichilismo in "affermazione" e il "blast-beat" in "burst beat", cioè un blast-beat fluido, capace di espandersi e di contrarsi, oltre che di "respirare". In tal senso, quest'ultimo rappresenta un "arco di intensità" lungo cui va affermandosi la vita in luogo della morte. Questa musica possiede, dunque, una luce che vorrebbe abbagliare, che tenta di squarciare le tenebre di anni e anni di black-metal votato alla dissoluzione. 

Fin qui, il lato "teorico", se si vuole "filosofico" dell'esperienza Liturgy. Quanto alla musica vera e propria, fatta eccezione per le armonie vocali di "Glass Earth" e l'interludio sci-fi synth di "Helix Skull", "Aestethica" fa leva su strutture febbrili ed ipertrofiche (memori del minimalismo caleidoscopico degli Orthrelm - la seconda parte di "True Will", per esempio, è eclatante!), eppure modulate da un taglio chirurgico ("Tragic Laurel", "Returner", "Sun Of Light", la marziale "Red Crown") o da un'evidente impronta narrativa che culmina in gloriosa apoteosi ("Glory Bronze"), strumentali "sludge" o "math" ("Veins Of God" e la potentissima "Generation", quest'ultima quasi una "Bulls On Parade" dei Rage Against The Machine in versione cibernetico-industriale) e apoteosi Wolves In The Throne Room ("Harmonia").
Gettando un ponte tra Weakling ed Orthrelm, pur se ancora con qualche angolo da smussare, i Liturgy realizzano, insomma, un'opera importante destinata a far parlare di sé.

(30/07/2011)

  • Tracklist
  1. High Gold
  2. True Will
  3. Returner
  4. Generation
  5. Tragic Laurel
  6. Sun Of Light
  7. Helix Skull
  8. Glory Bronze
  9. Veins Of God
  10. Red Crown
  11. Glass Earth
  12. Harmonia
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