Appaloosa

The Worst Of Saturday Night

2012 (Black Candy) | post-rock

La storia dei toscani Appaloosa (Marco Zaninello, Niccolò Mazzantini, Simone Di Maggio e Michele Ceccherini) si arricchisce, oltre all'omonimo del 2003, a "Non posso stare senza di te" del 2005 e a "Savana" del 2009, di "The Worst Of Saturday Night", un disco con cui continuano fedeli alla loro linea estetica decostruttiva di riprocessamenti e cadenze ritmiche alienanti.

Le highlight del disco includono: il loop di chitarre esotiche-psichedeliche King Crimson-iane su battito meccanico di "Beeth Oven", la locomotiva prog-rock adornata di microrganismi alieni e voce femminile campionata e triturata di "Calibrù", le cascate armoniche horror inframezzate da temi atmosferici alla "007" di John Barry di "Tito", il ballo sincopato vibrante di "Lulì", sovrastato da bolle elettroniche, uno dei loro flirt più riusciti con la musica da discoteca.
Idem per "Ciompo Wonder Vs. Nellano", la più atmosferica e onirica (cioè da incubo), con un forte apporto della versatilità del synth, da punteggiatura ritmica a divagazione astratta, e il canto mediorientale di "Yuri", una "Goat Lips" dei Laddio Bolocko rivisitata. This Heat e Canterbury s'incontrano brevemente nel ritmo epilettico e nel contrappunto sardonico (e nella struttura a due passi della libera fantasia) di "Western".

Poca cosa, in confronto, sono gli interludi, brevi o brevissimi studi di loop o effetti (ma anche la più lunga, e piatta, "Pellestate") che nel caso migliore impoveriscono la fluidità dell'ascolto e nel caso peggiore riducono la forza delle pièce maggiori a banale autoparodia. Anche "Irish", esattamente ciò che dice il titolo (un paio di campioni di ballata celtica accompagnati dalla sezione ritmica post-hardcore), usata per sponsorizzare l'album a mo' di singolo apripista, rimane una vignetta senza grande spessore.

Due anime si accavallano, quando non disturbate dalle rifiniture - che vorrebbero essere sofisticazioni espressioniste e invece rimangono miseri riempitivi - a contemplarsi impavide: il nuovo post-post-post-dance dei Battles e la meditazione, più loro tipica, fatta di scoppi e ripartenze della sezione ritmica (mai così in grande spolvero) e il piano superiore dell'elettronica. Tagliano, ricuciono, sbrindellano, riordinano. Acuto.

(03/04/2012)

  • Tracklist
  1. Tekno Paste
  2. Calibrù
  3. Beeth Oven
  4. Straight To Monsel
  5. Lulì
  6. II Rouge
  7. Irish
  8. Mazzpower
  9. Ciompo Wonder Vs. Nellano
  10. Tito
  11. Rethe
  12. Western
  13. Yuri
  14. Tekno Paste Buone
  15. Pellestate
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