Benjamin Gibbard

Former Lives

2012 (City Slang) | pop-rock

Mille sono gli interrogativi che accompagnano la prima uscita solista di Ben Gibbard, star del pop alternativo statunitense. Ad esempio: è questo l’inizio di una carriera solista, che coincide con lo scioglimento dei Death Cab (che molti probabilmente si augurano)? Perché riesumare proprio adesso questo materiale accumulato per anni?
La giustificazione ufficiale è semplicemente che si tratta di canzoni non adatte a dischi dei Death Cab For Cutie – cosa che le data probabilmente all’era pre-“Transatlanticism”, dato che pezzi power-pop come quelli contenuti in questo “Former Lives” se ne trovano a bizzeffe, nell’ultima parte di carriera del gruppo – ma qualche morso di nostalgia ha probabilmente azzannato Gibbard ai fianchi, per spingerlo a chiudersi in studio con Aaron Earlimart, amico dai tempi della collaborazione con Jay Farrar.

“Former Lives” dovrebbe in teoria raccogliere pezzi composti per tutta la carriera di Ben, ma la coesione del disco – non solo sonora, ma appunto compositiva – parrebbe indicare una “datazione” dei pezzi piuttosto precisa. Come testamento artistico di un tempo passato e irrecuperabile, in ogni caso, “Former Lives” è indubbiamente un disco quanto mai azzeccato.
Il particolare gusto melodico di Gibbard, il suo stile, così fluido e “appagante” dal punto di vista sia intellettuale che emotivo, emergono senza difficoltà anche nelle composizioni assai classiche del disco, oscillanti tra la ballata country (“Lady Adelaide”, “Broken Yolk In Western Sky”, “Lily”) e il power-pop chitarristico alla Teenage Fanclub (“Teardrop Windows”, prototipo di “Crooked Teeth”, “A Hard One To Know”).

Naturalmente Gibbard non si è tenuto nascosto i pezzi più pregiati della sua produzione, per mostrarli al mondo adesso che se ne sta più o meno in panciolle nella sua casa sulla spiaggia. “Former Lives” è però una bella “collezione di farfalle”, con alcuni pezzi rari (lo scherzo messicano di “Something’s Rattling (Cowpoke)”, la romantica e Young-iana “Duncan, Where Have You Gone?”, il duetto con Aimee Mann – a dir la verità il pezzo di gran lunga più banale del disco - in “Bigger Than Love”). Davvero un bel regalo per i nostalgici.

(11/10/2012)



  • Tracklist
  1. Shepherd’s Bush Lullaby
  2. Dream Song
  3. Teardrop Windows
  4. Bigger Than Love
  5. Lily
  6. Something’s Rattling (Cowpoke)
  7. Duncan, Where Have You Gone?
  8. Oh, Woe
  9. A Hard One to Know
  10. Lady Adelaide
  11. Broken Yolk in Western Sky
  12. I’m Building a Fire
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