Cloud Boat

Book Of Hours

2013 (Apollo) | electro-soul, dubstep, songwriter

Esordiente e di nazionalità britannica, il duo Cloud Boat, composto da Sam Ricketts e Tom Clarke, dà in pasto al pubblico uno sfizioso ricettacolo di elettronica pop di prim'ordine. Un po' lasciati da parte e mai definitivamente considerati, con “Book Of Hours” i due si concedono un'uscita fortemente ambiziosa e fuori dagli schemi.

Mai completamente sbilanciata o settoriale, l'opera prima di questo sodalizio propone un soul digitalizzato à-la James Blake con un tocco di sperimentazione elettronica imparentata tanto con il dubstep quanto con il cantautorato. Infatti troveremo strumentali pulsanti colmi di acredine e struggenti ballate electro-soul in punta di chitarra e beat, il tutto impastoiato con mano ferma e sapiente.
Il bello di questo album è la sua integrità: nonostante i riferimenti e gli spunti siano innumerevoli, il quadro generale non perde mai un grammo di credibilità. Perfettamente consapevoli di aver riciclato qualcosa di esistente, i Cloud Boat gettano l'amo e fanno la loro musica senza freni.

Dunque troveremo frizzanti divagazioni uptempo (i movimenti spastici di “Lions On The Beach”, l'ambientazione chitarristica in “Pink Grin II”), plumbee distese di melma (il disagio nel suono di “Amber Road”), con il restante gruppo di tracce strabordanti di un romanticismo da songwriter moderno e innamorato. Come non trovare adorabili e toccanti canzoni come “Youhern”, “Bastion” o “Drean”? In queste chitarre così ben pizzicate, in quella voce soul e profonda, nell'elettronica pungente e dolce contemporaneamente, c'è l'animo di artisti che amano la propria musica.
Passione esposta con tale trasporto da risultare imbarazzante, un po' come il rivelarsi dei nostri segreti. Date  un ascolto a “Wanderlust”, per esempio. Il suo incedere lento, scandito da ritmi balbettanti, è un inno alla bellezza come le note di chitarre tintinnanti che compongono il corpo della traccia.

In un decennio in cui tutto è stato fatto e molti suoni già spolpati della loro essenza, la ricerca spasmodica del nuovo spesso rovina tante carriere quante ne celebra, per i Cloud Boat forse siamo nel secondo caso. Chi ama la dolcezza dell'essenziale e il ritmo di un carillon un tempo festoso con “Book Of Hours” spende bene il suo tempo. Un disco che tramuta le proprie materie prime in un risultato dal fascino sottile e essenziale.

(03/09/2013)



  • Tracklist
  1. Lions On The Beach         
  2. Youthern         
  3. Bastion         
  4. Dréan         
  5. Amber Road         
  6. You Find Me         
  7. Wanderlust         
  8. Godhead         
  9. Pink Grin I         
  10. Pink Grin II         
  11. Kowloon Bridge


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