DJ Koze

Amygdala

2013 (Pampa) | indietronica, house

Con DJ Koze non hai mai bisogno di particolari giri di parole circa presentazioni, biografie o dischi. Ma non per una questione di fama che ne renda inutile raccontarne le gesta (anzi, in certi ambienti anche quelli che in questo disco compaiono come "ospiti" son più conosciuti di lui): la ragione è che la sua musica ha sempre avuto una qualità cristallina che si apre facilmente a chiunque, che non è possibile confondere e a cui non serve alcuna introduzione. Raccontare la solita storia delle decine di riconoscimenti come miglior dj, delle straordinarie abilità ai piatti e nei remix, di album come "Music Is Okay" e "Kosi Comes Around", che tutti ma proprio tutti hanno amato, serve solo a riempirsi la bocca. Quelli come lui sono quei casi rari in cui la padronanza del mezzo espressivo è tale che niente vien lasciato sottinteso, ogni singola sfumatura è chiara ed esprime senza ambiguità i diversi talenti del producer tedesco, e questo vale anche su categorie di ascoltatori diversi, siano essi estimatori elettronici dell'ultim'ora folgorati dall'emozionalità delle sue composizioni o orecchi allenatissimi ipnotizzati dall'originalità delle sue tecniche.

Agli uni e agli altri, e anche a chi DJ Koze non lo conosce ancora, si rivolge il nuovo album "Amygdala", una sorta di vetrina preparata ad arte per far colpo sui passanti e aprire il suo universo sonoro anche a un nuovo pubblico. I nomi grossi coinvolti (Apparat, Caribou, Matthew Dear, Milosh, Ada, Dirk Von Lowtzow) e la presentazione in pompa magna come "il Sgt. Pepper" della sua discografia son stati più che sufficienti a focalizzare l'attenzione dei media sul rinnovato assetto proposto oggi: quello di Koze è sempre stato un percorso di suoni coinvolgenti e forme accattivanti indipendentemente da quale sia lo stile scelto tra i vari alla sua portata, ma ora, dopo una lunga fase di stuzzicherie minimal, è già dal 2007 di "Let's Help Me" che gli istinti son virati verso forme house sempre più essenziali e libere da complessità o architetture concettuali. Oggi non esiteremmo a definire "Amygdala" come il suo album più "pop", quello dal formato più accessibile per tutti: proprio per pezzi come "Homesick" (un remix dei Kings of Convenience) o "Amygdala", con quelle strutture semplici, l'anima indietronica e la componente vocale in grande risalto, la migliore delle tecniche di seduzione possibili per l'elettronica popolare.

La cosa che più stupisce è come Koze sia riuscito a riunire sotto lo stesso tetto teste così diverse mantenendo comunque compatto l'ascolto complessivo. Matthew Dear ha il suo stile inconfondibile, si sa, eppure sia "Magical Boy" che "My Plans" mantengono il polso dance-listening chiesto dal disco; Apparat lo ritroviamo in "Nices Wölkchen" nella splendida forma che di lui ricordiamo circa il periodo "Walls", ed è di nuovo bello risentirlo così naturale, senza lo sforzo di dover per forza sconvolgere; e di Caribou fanno sempre piacere quei modi dancey eleganti e ricchi di stimoli, discendenti da Swim e dall'ultimo profilo Daphni. La mano del direttore d'orchestra però si sente, è ferma e vuol dirigere l'album verso un formato di piena fruibilità ma anche di intelligenza e cordiale ballabilità, in modo da creare - se vogliamo far riferimento a ottimi album usciti di recente - a un'efficace via di mezzo tra il Lusine di The Waiting Room e il Deepchord di Sommer. Il primo torna in mente con le geometrie soft-house di "Royal Asscher Cut", mentre il secondo sta nelle suggestioni introverse di "La Duquesa".

Disco più ambizioso di quel che vuole far credere, "Amygdala". Dietro a un impianto tutto sommato poco ingegnoso o artsy si nasconde la nobile intenzione di abbracciare necessità d'ascolto differenti, incrociare sulle stesse frequenze l'appassionato elettronico e il pubblico più generalista, magari far apprezzare i meccanismi house a chi non metterebbe mai piede in un club. Forse potrà persino spiazzare i fan originali di DJ Koze, per la sorprendente semplicità e uno stile che non era mai stato così "canonico", ma qui è sulle nuove conquiste che si gioca tutta la partita.

(02/04/2013)

  • Tracklist
  1. Track ID Anyone feat. Caribou
  2. Nices Wölkchen feat. Apparat
  3. Royal Asscher Cut
  4. Magical Boy feat. Matthew Dear
  5. Das Wort feat. Dirk Von Lowtzow
  6. Homesick feat. Ada
  7. La Duquesa
  8. Marilyn Whirlwind
  9. My Plans feat. Matthew Dear
  10. Dont Lose My Mind
  11. Amygdala feat. Milosh
  12. Ich Schreib’ Dir Ein Buch 2013 feat. Hildegard Knef
  13. Nooooo feat. Tomerle & Maiko
DJ Koze on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.