Intuitive Compass

Wake Up Little Song Bird

2013 (self released) | gypsy-folk

Istinto e ragione, solita vecchia storia. Dare retta al cuore o affidarsi alla testa? Per rispondere al dilemma, lo scrittore americano Francis Cholle ha ideato un paio d’anni fa uno slogan diventato rapidamente un bestseller: “The Intuitive Compass”. Ovvero un metodo per affrontare le decisioni che si propone di non limitarsi alla logica lineare, ma di mettere in gioco anche l’intelligenza intuitiva. Roba da workshop aziendale, direte voi. Ma Cholle ha qualcosa da dire anche a proposito dell’arte: “L’arte non ha a che vedere con il controllo, ma con la capacità di avere disciplina nella preparazione e abbandono nella performance. Non permettere che l’incertezza o la paura del cambiamento ci conducano a tentare di controllare ogni cosa. Non cercare di eliminare l’ignoto, ma abbracciarlo”.
È proprio a questo approccio che hanno deciso di ispirarsi Jason O’Dea e Aurelia Cohen per dare vita alla loro “family band”, battezzata per l’appunto Intuitive Compass: un collettivo aperto dall’anima vagabonda, che dai confini dell’Oregon ha preso le mosse per portare in giro per l’America il suo carrozzone itinerante. “Folk circus spectacular”, lo definiscono, e di certo Francis Cholle sarebbe orgoglioso della lucida follia della loro avventura musicale.

L’avvio scattante di “Wake Up Little Song Bird”, tra risate di neonato e riflessi di fiati, introduce subito nel rutilante mondo degli Intuitive Compass. Un mondo in cui fisarmoniche da festa di paese si intrecciano agli echi appalachiani del fiddle, mettendo in scena una sorta di minstrel show contemporaneo capace di mescolare folk alternativo, ragtime anni Venti e accenti gypsy-jazz. Poi, la voce nasale e pungente di O’Dea entra finalmente in campo per condurre lo spettacolo con la foga di una maschera della commedia dell’arte.
I profumi balcanici di brani come “Before The End Of Days” e “Acclimate” portano direttamente al cuore del disco, opera seconda degli Intuitive Compass dopo l’esordio “Abide” del 2012: così, lo storytelling vivace e denso di ironia del gruppo si declina secondo una formula che pesca tanto dalla teatralità degli Squirrel Nut Zippers quanto dallo spirito zingaresco dei Caravan Of Thieves.

I ricami della resophonic guitar e le tinte giocose del kazoo di Jason O’Dea accompagnano l’andamento gitano di “G Minor Swing” (uno dei due episodi interamente strumentali dell’album, insieme alla conclusiva “Set Sail”), mentre la danza di “No Time Waltz” evoca memorie lontane al passo della fisarmonica di Aurelia Cohen. “La musica del disco”, spiega la coppia di busker americani, “è ispirata alle esperienze portate da quei cambiamenti di vita che sfidano il sentimento che ognuno ha di sé stesso e l’impegno con la propria missione nel mondo”.
Tra il bluegrass ruspante di una “Out In The Country” a rotta di collo e il nostalgico carpe diem di “Here Today”, l’orchestrina di strada degli Intuitive Compass sfoggia un repertorio gioiosamente vaudeville, che riesce a conquistare con la semplice incoscienza di un sorriso. È un piccolo disco, “Wake Up Little Song Bird”, ma carico di potenzialità. E quando cala il sipario resta più viva che mai la curiosità di scoprire che cosa sarà in grado di combinare il circo degli Intuitive Compass la prossima volta che pianterà i suoi tendoni colorati in città.

(04/12/2013)

  • Tracklist
  1. Wake Up Little Song Bird
  2. Before The End Of Days
  3. G Minor Swing
  4. No Time Waltz
  5. Out In The Country
  6. Acclimate
  7. Here Today
  8. Set Sail


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