Koch-Schütz-Studer with Shelley Hirsch

Walking And Stumbling Through Your Sleep

2013 (Intakt Records) | free improvisation, avant-rock, experimental psychodrama

No, non è un disco di jazz sperimentale o di avant-jazz. “Walking and Stumbling Through Your Sleep” è un disco di musica totale, in cui il trio svizzero composto da Hans Koch, Martin Schütz e Fredy Studer (rispettivamente a fiati ed elettronica, violoncello a 4 e 5 corde ed elettronica e batteria/percussioni), imbarcata la vocalist “creativa” Shelley Hirsch, si lancia in un’avventurosa peripezia sonora, mischiando il retroterra free-form/free-jazz con tutta una serie di sfumature cameristiche, astrazioni elettroniche, squarci avant-rock, concretismi umorali, spifferi elettroacustici e destrutturazioni assortite.

Se gli scarsi due minuti di “Ohne Worte” sono pura contemplazione in forma evocativa, “What Pushes Me Up, What Goes Down The Drain/Let It Snow” lascia che si entri nel vivo della situazione con animo bifronte: dapprima, una pulsazione rock accompagna la Hirsch in un nerboruto fraseggiare arty, dunque un progressivo, anarchico disfacimento le offre il giusto scenario per liberarsi in un’odissea di sillabazioni sfasate, accenti da Lolita dell’assurdo e interrogazioni irreali in odor di Laurie Anderson. “Chocolate Mountain In Your Eyes” potrebbe essere una canzone d’amore, se solo ad accompagnarla non ci fossero pazzi innamorati dell’AACM.
In “Komplex/Perplex”, la propensione dell’artista americana per un cabaret alieno e futuristico (che ritroveremo, ancora più viscerale, nelle trame sbilenche di “Against The Wall”) è bilanciata da un rimuginare disgregato in cui gli strumenti assomigliano a vascelli fantasma abbandonati al largo di un’isola deserta…

Preceduto dal breve delirio di “Auf Dem Land”, il capolavoro "L. Russolo's Nightmare" omaggia il musicista futurista con un affresco di epiche proporzioni: Studer mantiene la barra dritta con un robusto stomping beat, mentre i fiati, l’elettronica e la voce scivolano in uno di quei gorghi sonori in cui l’intensità espressionista si traduce in una virulenta propensione alla distruzione, anche se tutti i simboli sonori mantengono la loro manifestazione in equilibrio costante sull’abisso.
La partitura più astratta è sicuramente quella della conclusiva “The Afternoon – After All”, in cui dadaismo e surrealismo vanno a braccetto, rompendo gli argini del raziocinio per offrire sacrifici al Caos.

(19/06/2013)

  • Tracklist
  1. Ohne Worte         
  2. What Pushes Me Up, What Goes Down The Drain / Let It Snow         
  3. Chocolate Mountain In Your Eyes         
  4. Komplex/Perplex         
  5. Auf Dem Land         
  6. L. Russolo's Nightmare         
  7. Against The Wall         
  8. The Afternoon - After All
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